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L'ente psicologi non convince

del 09/02/2012
di: di Simona D'Alessio
L'ente psicologi non convince
Convinti di «aver fatto un ottimo affare», assicurandosi un palazzo da adibire a propria sede nel cuore di Roma, in via della Stamperia, per 44,5 milioni di euro. E sicuri di aver pagato la cifra giusta, ossia aderente al prezzo di mercato, come indicato da due perizie di cui hanno portato copia. Si sono presentati così i vertici dell'Enpap, l'istituto pensionistico degli psicologi, ieri mattina in commissione bicamerale per il controllo degli enti di previdenza, dov'erano stati convocati per spiegare i termini della compravendita, su cui indagano i magistrati di Roma, di un immobile da parte della società «Estate due», che è amministrata dal senatore Riccardo Conti (Pdl) acquistato il 31 gennaio 2011 per 26 milioni dal Fondo Omega e rivenduto, soltanto poche ore dopo, alla cassa. A rispondere alle domande dei parlamentari, il presidente dell'Enpap Angelo Arcicasa, ma non il direttore generale Massimo Muzzin (di cui pure era stata espressamente richiesta l'audizione, perché fra i veri protagonisti della vicenda), il che comporterà, dichiara a ItaliaOggi il presidente della commissione Giorgio Jannone (Pdl) «l'obbligo di sentirli già il prossimo mercoledì». Poco convincenti, e spesso addirittura disarmanti, infatti, sono apparse le dichiarazioni rilasciate: per esempio, replicando a una domanda sull'opportunità, in questa fase di crisi, di accaparrarsi un bene immobile di pregio per un somma tanto elevata, il numero uno dell'ente degli psicologi ha rivendicato la necessità di dotarsi di una sede in una zona centrale e in vista della capitale. Altrettanto vaghe e inconcludenti, poi, le affermazioni sul perché di un doppio passaggio nella compravendita, nonché sui costi e i tempi preventivati per i lavori di restauro, a cui il palazzo dovrà essere sottoposto. Un atteggiamento ritenuto intollerabile da alcuni deputati e senatori, anche alla luce delle richieste di chiarimento di almeno 2 mila psicologi preoccupati per la gestione dei loro versamenti da parte dell'Enpap, e che nei giorni scorsi hanno inviato email ai membri della bicamerale. Secondo il vicepresidente Nino Lo Presti (Pdl), l'ente è tenuto a dare, per il bene dei professionisti iscritti, risposte più convincenti: «Può darsi sia rimasto incastrato in un meccanismo costruito da chi aveva interesse a non far risultare nei propri bilanci la plusvalenza di 18 milioni. Però, occorre fare rapidamente piena luce sulla questione», conclude.

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