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Ispettori nelle ditte «apri e chiudi»

del 09/02/2012
di: di Daniele Cirioli
Ispettori nelle ditte «apri e chiudi»
Imprese «apri e chiudi» nel mirino dell'Inail. Nell'anno 2012, infatti, l'istituto concentrerà l'attività ispettiva sulle imprese che, cessata l'attività lasciando debiti nei confronti dell'Inail, la riaprono in breve tempo cambiando soltanto i riferimenti giuridici, in modo tale da costituire una nuova entità solo apparentemente distinta dalla precedente. Imprenditori cinesi, commercianti ambulanti, soci di società, stabilimenti balneari, edilizia e pubblici esercizi gli altri settori presi di mira. È quanto si legge nella nota protocollo n. 529/2012.

Prosieguo attività 2011. L'istituto spiega, prima di tutto, che proseguiranno le verifiche iniziate nel 2011, anno per il quale sono arrivati ieri i risultati che denotano un'alta incidenza di violazioni in campo infortunistico: su 100 imprese ispezionale, infatti, l'Inail ne ha scoperte 86 irregolari. Pertanto, la vigilanza proseguirà nei settori edilizia e pubblici esercizi; nei confronti dei possessori di apparecchiature radiologiche e di aziende con denuncia salari pari a zero; nonché nei confronti delle ditte che hanno denunciato salari inferiori all'Inail rispetto all'Inps (ditte con «differenziali retributivi»).

Aziende «apri e chiudi». Interventi specifici, spiega ancora la nota, sono previsti su tutto il territorio nazionale nei confronti delle cosiddette imprese «apri e chiudi». Si tratta, nello specifico, di aziende che cessano una precedente attività senza pagare i premi Inail (lasciando, quindi, debiti insoluti) e che, in un arco di tempo molto breve, la riaprono cambiando soltanto i pregressi riferimenti giuridici. In questo modo, spiega l'Inail, vanno a costituire una seconda impresa che, solamente in apparenza, è distinta dalla precedente.

Incrocio di dati. Al fine di migliorare la qualità e l'efficacia dell'azione ispettiva, nonché per recuperare premi evasi anche attraverso l'attività di accertamento posta in essere dal personale amministrativo, utilizzando le banche dati disponibili (Inps, agenzia entrate e Infocamere) l'Inail prevede di elaborare le liste cosiddette di «censimento», relative ad aziende e a soggetti sconosciuti all'lnail e che riguarderanno: imprenditori cinesi; asili nido privati; piccola pesca (fino a 10 tonnellate); soci di società; collaboratori familiari di imprese artigiane. Inoltre, l'Inail elaborerà liste di evidenza di aziende che, sulla base degli indicatori desunti dall'incrocio delle informazioni, presumibilmente esercitano una attività più rischiosa di quella dichiarata e, quindi, versano premi inferiori a quelli dovuti.

La «Co» spia di lavoro nero. Sul fronte del contrasto del lavoro sommerso/irregolare, l'Inail orienterà l'attività di vigilanza verso il commercio ambulante; le aree portuali; gli stabilimenti balneari; il settore trasporti e logistica. In tal caso, l'Inail prevede di ottenere informazioni specifiche dall'incrocio dei dati delle «Co», le comunicazioni obbligatorie di assunzione, al fine di indirizzate gli accertamenti nei confronti di quelle aziende che, verosimilmente, regolarizzano i lavoratori solamente a seguito di un evento infortunistico.

Premi supplementari. Infine, sul versante della verifica della correttezza del rischio assicurato, attività peculiare dell'Inail, l'istituto prevede di effettuare accertamenti ispettivi nei confronti di imprese che svolgono attività nelle quali è maggiormente presente il rischio di contrarre la «silicosi», al fine di recuperare gli eventuali premi supplementari evasi. In particolare, sulla base delle analisi già effettuate, i controlli sono previsti nel settore della «lavorazione del marmo».

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