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Pmi, 417 mln per la crescita

del 09/02/2012
di: di Matteo Rigamonti
Pmi, 417 mln  per la crescita
Diciotto investimenti diretti in imprese e nove indiretti in fondi. Per un totale di 417 milioni di euro, così suddivisi: 186,5 in investimenti diretti e 230,5 in fondi. Ai quali devono aggiungersi due investimenti indiretti già deliberati dal cda ma non ancora sottoscritti. È il bilancio del primo anno di attività del Fondo italiano di investimento per le pmi, presieduto dall'economista Marco Vitale, partecipato dal dipartimento del tesoro e che per ora ha impiegato circa il 38% del capitale gestito, che ammonta a circa 1200 milioni di euro. Il Fondo è rivolto alle pmi italiane con «ambizioni di crescita» e di «sviluppo nell'ambito del commercio internazionale» o che hanno «concreti progetti patrimonializzazione e aggregazione». Il Fondo effettua investimenti diretti, prevalentemente con quote di minoranza, nel capitale di rischio delle società. Gli investimenti potranno avere ad oggetto strumenti finanziari come azioni, quote e titoli rappresentativi del capitale di rischio; ma anche obbligazioni emesse dalle società e altri strumenti finanziari partecipativi ai quali sono associati diritti di conversione parziale o totale in azioni o quote. «In casi eccezionali», si legge nel regolamento, «il Fondo potrà acquistare altresì partecipazioni di maggioranza». È prevista la possibilità per il Fondo di un «monitoraggio sull'andamento delle società nelle quali siano stati effettuati gli investimenti». Tra le aziende finora beneficiarie 6 operano nel comparto delle macchine utensili, 4 in quello dei servizi, 3 nei beni di consumo, 2 nell'ambito dello shipping e cantieristica e una in quello farmaceutico. Delle 882 domande presentate per ricevere i finanziamenti 603 sono state scartate per mancanza dei requisiti, 114 sono sospese, 134 sono in fase di analisi. 13 proposte sono in fase di negoziazione. 18 quelle che hanno potuto effettivamente godere degli investimenti. I sette soci paritetici della Sgr Spa, la società che gestisce il fondo domiciliata a Milano in via Turati, sono il ministero dell'economia, Abi, Monte dei Paschi di Siena, Cassa depositi e prestiti, Confindustria, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Tutti hanno partecipato con una quota iniziale di 0,5 milioni di euro, pari al 14,3% del capitale. L'ammontare complessivo del Fondo, a regime, potrà raggiungere un massimo di tre miliardi di euro. La banca depositaria del Fondo è Société Générale.

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