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Udienza fallimenti Notifica dilatoria

del 08/02/2012
di: di Antimo Di Geronimo
Udienza fallimenti Notifica dilatoria
Il termine di 15 giorni per la notificazione del decreto di convocazione dell'udienza per la dichiarazione di fallimento, apposto in calce al ricorso, è dilatorio e «a decorrenza successiva». E quindi va computato secondo il criterio di cui all'art. 155, comma 1, del codice di procedura civile, escludendo il giorno iniziale (data della notificazione del ricorso introduttivo e del decreto di convocazione) e conteggiando quello finale (data dell'udienza di comparizione). Lo hanno stabilito le sezioni unite della Corte di cassazione con una sentenza depositata il 1° febbraio scorso (n. 1418). I giudici di legittimità hanno motivato la pronuncia facendo presente che l'attuale stesura del comma 3 dell'art. 15 della legge fallimentare non presenta l'aggettivo «liberi» davanti al numero dei giorni fissati per il termine. E quindi vale il principio del «dies a quo non computatur in termino» (letteralmente: il giorno iniziale non si calcola nel termine). Pertanto, il giorno di partenza (dies a quo) non si conta, mentre si conta quello di arrivo (dies ad quem). Quando, invece, i giorni del termine sono «liberi» non si conta né il giorno di partenza, né quello di arrivo. In buona sostanza, dunque, se i giorni di cui si compone il termine sono «liberi» non si conta né il primo, né l'ultimo. Se invece davanti al numero dei giorni non c'è scritto nulla, l'ultimo giorno si conta e il primo no. Ed è questo il caso del termine per la notifica del ricorso introduttivo e del decreto di convocazione dell'udienza del giudizio di fallimento. Le sezioni unite hanno fissato anche altri due principi, sempre sui termini del procedimento fallimentare. Il primo è che il termine di giacenza di 10 giorni della raccomandata di notifica del ricorso/decreto di convocazione, decorso il quale la notifica si intende perfezionata, deve essere qualificato anch'esso come termine «a decorrenza successiva». E quindi va computato sempre secondo il criterio di cui all'articolo 155, comma 1, del codice di procedura civile, escludendo il giorno iniziale (data di spedizione della lettera raccomandata) e conteggiando quello finale (ultimo giorno di giacenza). Il secondo principio riguarda la proroga di tale termine, se ricadente in giorno festivo, al primo giorno successivo non festivo. Proroga che vale anche per la notifica in parola in quanto atto processuale svolto al di fuori del processo. Così come previsto dall'art. 155, commi 5 e 4. 3.1.6. del codice di procedura civile.

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