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La laurea abilitante torna in pista

del 07/02/2012
di: Pagina a cura di Benedetta Pacelli
La laurea abilitante torna in pista
Camici bianchi laureati e abilitati. Quello che, nel precedente governo Berlusconi, era un cavallo di battaglia del tandem Gelmini-Fazio, torna di nuovo alla ribalta. A occuparsene, come è stato sottolineato ieri in occasione di un incontro sul tema organizzato alla camera dei deputati, sarà proprio il sottosegretario alla salute Elio Cardinale che cercherà di trovare la quadratura del cerchio fino ad ora mancata, soprattutto per la brusca interruzione del precedente esecutivo. Ma qualcosa era già stato fatto. Si ripartirà, dunque, dal tavolo istituito tra la conferenza dei presidi delle facoltà di medicina e i ministeri competenti (salute e istruzione) che aveva avviato un primo giro di consultazioni, poi interrotto. Il punto di partenza, comunque, rimane lo stesso: accelerare l'ingresso dei futuri medici nel mondo del lavoro, allineandone i tempi alle prassi dei paesi europei. Due i tempi del restyling: innanzitutto fare in modo che contestualmente all'esame di laurea gli studenti possano conseguire anche l'abilitazione alla professione medica, così come già avviene per alcune professioni sanitarie. Questo sarà possibile modificando la rappresentanza in sede di esame che dovrà essere composta non più solo dal corpo accademico, ma anche da esponenti del mondo delle professioni. Il provvedimento ridurrà di circa un anno il tempo che intercorre tra la laurea e l'accesso alle scuole di specializzazione. La seconda modifica, invece, andrà a impattare sul tirocinio obbligatorio articolato in tre mesi (un mese in un reparto chirurgico, un mese in un reparto di medicina e un mese presso l'ambulatorio di un medico di base) che sarà effettuato durante i sei anni di studio universitari e non alla conclusione come avviene ora. «Del resto», come spiega Andrea Lenzi, presidente della Conferenza nazionale permanente dei presidenti di corso di laurea specialistica in medicina e chirurgia, «l'esame di stato oggi è un ripetizione della prova precedente e il trimestre di tirocinio è stato di fatto già riassorbito dalle stesse facoltà». A questo punto manca la modifica della norma nazionale, «su cui stiamo già lavorando che probabilmente avrà la forma di un regolamento. Poi ci vorranno i successivi passaggi nelle commissioni parlamentari competenti e al consiglio di stato». Ma gli addetti ai lavori sono ottimisti: entro la legislatura la norma sarà portata a casa. Durante l'incontro di ieri poi sono state avanzate anche due proposte per migliorare l'accesso alle facoltà di medicina e alle scuole di specializzazione. Per le prime si ipotizza di dare più peso al curriculum dello studente, oltre al tradizionale test di ingresso, per le seconde, invece, si dovrebbe puntare su una tesi orientata e su pubblicazioni specifiche. Tutte queste richieste, ha assicurato l'organizzatrice dell'incontro Paola Binetti (Udc), confluiranno in una «mozione parlamentare in commissione affari sociali che porterà all'attenzione del governo tutte le problematiche legate all'accesso alla facoltà e alle scuole di specializzazione.

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