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Pertinenze Ici, comuni liberi

del 04/02/2012
di: di Maurizio Bonazzi
Pertinenze Ici, comuni liberi
Mani libere per i comuni nella disciplina Ici delle pertinenze dell'abitazione principale. Ciò in quanto l'art. 59 del dlgs n. 446/1997 assegna loro un potere discrezionale che può arrivare fino all'esclusione di qualsiasi agevolazione nei confronti di garage e posti auto. Sono quindi legittime le delibere municipali che limitano i benefici Ici ad un numero predeterminato di pertinenze in possesso dei requisiti dell'art. 817 del c.c. Ad affermarlo è stata la Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna (sent. n. 97 del 22/12/2011) che ha statuito un principio che non potrà però trovare applicazione in campo Imu. Infatti, per la nuova imposta comunale è stata la stessa legge istitutiva ad avocarsi il potere di delimitare il perimetro all'interno del quale sarà possibile godere del trattamento di favore. L'art. 13 del dl n. 201/2011, istitutivo dell'Imu «sperimentale», è intervenuto sulla materia operando su due fronti. Da una parte (con il comma 2) ha definito pertinenze dell'abitazione principale «esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate». Dall'altra (con il comma 14) ha abrogato l'art. 59, comma 1, lett. d) del dlgs n. 446/1997 che, come visto, consentiva ai comuni ampia libertà d'azione. Va da sé l'illegittimità di eventuali disposizioni regolamentari con le quali i comuni tentassero di restringere oppure di ampliare la fattispecie delineata dalla legge. Nulla vieterebbe, invece, all'ufficio tributi di richiedere al contribuente la dimostrazione dell'esistenza del vincolo di pertinenzialità di cui all'art. 817 c.c., atteso che la sola categoria catastale (C/2, C/6 e C/7) non risulta di per sé sufficiente al riconoscimento del beneficio.

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