Consulenza o Preventivo Gratuito

Minimi, premio ad appeal ridotto

del 04/02/2012
di: di Maurizio Tozzi
Minimi, premio ad appeal ridotto
Norma premiale ad appeal ridotto per i minimi. La trasparenza con il fisco consente solo di ridurre il rischio accertamento. Nel resto non incrementa i vantaggi del regime super semplificato, tranne che per le semplificazioni dichiarative. Se i futuri provvedimenti attuativi consentiranno la possibilità di opzione, da un lato sorgerà l'obbligo di effettuare le comunicazioni al fisco e di aprire il conto dedicato, dall'altro si attiva il rischio sanzionatorio per i minimi che non saranno trasparenti.

L'articolo 10 del dl 201/11 introduce, a decorrere dal 2013, una norma «premiale» per chi adotterà nei confronti dell'amministrazione finanziaria un atteggiamento «trasparente», che si traduce in pratica nel rispetto di un duplice obbligo: comunicare al fisco tutti i dati dell'attività svolta e aprire un conto dedicato alle movimentazioni dell'attività medesima. In tal modo il contribuente diventa totalmente visibile nelle sue manifestazioni aziendali ed in cambio sono previste diverse agevolazioni, tra cui le semplificazioni dichiarative (liquidazioni periodiche Iva e modello 770 semplificato predisposti dall'Agenzia delle entrate) e agevolazioni nel campo Iva (ad esempio, viene meno il visto di conformità per i crediti superiori a 15 mila euro). Per i contribuenti che possono fruire della contabilità semplificata, i cui limiti sono stati rialzati con il dl 70/11 (400 mila euro per gli esercenti attività di servizi e 700 mila euro per gli altri contribuenti), la norma premiale poi prevede altre agevolazioni che si sostanziano nella possibilità di determinare il reddito Irpef per cassa, nella predisposizione automatica delle dichiarazioni Irpef e Irap, nell'esonero dalla tenuta delle scritture contabili e nell'esonero dalle liquidazioni periodiche Iva.

Posto che i contribuenti minimi sono di fatto dei super semplificati che hanno, per forza di cose, limiti di ricavi sicuramente al di sotto dei limiti previsti per la contabilità semplificata, deve comprendersi se gli stessi saranno o meno ammessi al regime in commento dai futuri provvedimenti attuativi. In senso positivo sembrano andare diversi passaggi normativi, tra cui l'ambito soggettivo della norma premiale, rivolta a tutti i contribuenti persone fisiche (dunque anche i minimi) e alle società di cui all'art. 5 del Tuir, senza distinzione di sorta, i vantaggi in termini di accertamento e il regime sanzionatorio, anche in questo caso rivolto a tutti coloro che pur potendo non adottano il regime premiale.

Soprattutto le disposizioni in materia di accertamento fanno propendere per una soluzione positiva all'ammissibilità dei minimi al regime premiale, altrimenti si creerebbero delle disparità di trattamento tra contribuenti nelle medesime situazioni che non sarebbero ammissibili in forza dei principi cardini del nostro ordinamento. E sono proprio da un lato il blocco agli accertamenti analitici induttivi e dall'altro la riduzione di un anno per i termini di accertamento ad essere i vantaggi del regime premiale più interessanti (se non esclusivi), che possono attirare i contribuenti minimi. Infatti, per quanto concerne le semplificazioni, di fatto il regime premiale aggiunge solo il supporto negli adempimenti dichiarativi (limitatamente alla dichiarazione Irpef ed eventualmente al 770 semplificato), atteso che le altre semplificazioni sono già insite nel regime dei minimi: questi ultimi, infatti, non sono soggetti a Iva e Irap (e pertanto non fanno i relativi adempimenti), non sono obbligati alla tenuta della contabilità, già determinano il reddito con il principio di cassa e nemmeno hanno esigenza del visto di conformità Iva (proprio in quanto non si genera mai un credito, che è direttamente incamerato).

Il richiamo al regime di cassa, peraltro, consente di fare una riflessione per quanto concerne i contribuenti in contabilità semplificata: i provvedimenti di attuazione dovranno anche spiegare come valutare i relativi limiti all'interno della norma premiale. Presumibilmente, saranno proprio le regole dei minimi a prevalere, ossia si adotterà lo stesso sistema che impedisce la duplicazione di imposte o di deduzioni di costi. Ad esempio, se un costo è di competenza nell'anno ante regime premiale ma viene pagato con esborso monetario nel corso di quest'ultimo, comunque lo stesso si deduce per competenza nell'anno «ante», non essendo deducibile per cassa nel regime premiale. Tale sistema, però, dovrà essere disciplinato dalle disposizioni attuative in maniera accurata, soprattutto per quanto concerne gli incassi: sia sufficiente pensare all'ipotesi di un soggetto prossimo al limite di 700 mila euro che, una volta superato, comporta l'obbligo di adozione della contabilità ordinaria nell'anno successivo. Se prevale il meccanismo dei minimi, l'incasso nell'anno premiale di un ricavo di competenza di anni successivi comunque dovrà essere conteggiato e pertanto se comporta il superamento del limite in questione inciderà ai fini dell'adozione della contabilità ordinaria (è presumibile al riguardo che anche il regime premiale ulteriore previsto per i semplificati cessi dall'anno successivo, ma si attendono conferme).

vota