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Sindaco unico, Monti tira dritto

del 04/02/2012
di: di Francesco Cerisano
Sindaco unico, Monti tira dritto
Sul sindaco unico la partita si sposta in parlamento. Il governo Monti non ha avuto ripensamenti sulla discussa norma del decreto legge semplificazioni che apre la strada al collegio sindacale monocratico nelle spa. La disposizione (art.35) contenuta nel testo del dl, tornato in consiglio dei ministri per un secondo giro di approvazione dopo il varo «apparentemente» definitivo della settimana scorsa (si veda ItaliaOggi del 28/1/2012), non ha subito modifiche. L'esecutivo, costretto a riportare il decreto sul tavolo di palazzo Chigi per alcune correzioni formali, non ha ritenuto di cambiare rotta. E così viene confermata la modifica all'articolo 2397, comma 3, del codice civile che, in base alla nuova formulazione, introduce il sindaco unico nella spa «se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'articolo 2435-bis».

La disposizione prevede però che, qualora vengano meno le condizioni per il bilancio abbreviato, il collegio sindacale debba essere nominato dall'assemblea entro 30 giorni dall'approvazione dei conti. In mancanza, provvederà il tribunale.

Nelle srl invece l'organo monocratico di controllo o revisione è «automatico», nel senso che il collegio sindacale sarà presente solo se l'atto costitutivo lo preveda espressamente. Diversamente l'organo di controllo sarà costituito «da un solo membro effettivo», sindaco o revisore. Così recita la seconda parte della norma che di sicuro alleggerisce i costi a carico delle imprese, ma con il rischio di comprometterne la trasparenza e la correttezza dei controlli. Almeno così la pensano i commercialisti, la categoria più colpita dalla riforma semplificatrice di Monti.

Liberalizzazioni cinema. Là dove, invece, il governo ha deciso di fare marcia indietro è stato sulle liberalizzazioni delle sale cinematografiche. Il ministro dei beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ha preso atto delle osservazioni sollevate da più parti contro la norma che eliminava molte autorizzazioni regionali per aprire nuove sale con capienza inferiore a 3 mila posti. E ha deciso di stralciare la norma. Il governo ha deciso di prendersi una pausa di approfondimento per «ascoltare le valutazioni di tutte le parti interessate a favorire uno sviluppo armonico e condiviso del settore cinematografico», si legge in una nota del ministero.

Soddisfazione per il dietrofront è stata espressa dall'Anec (Associazione nazionale esercenti cinema) che ha ringraziato Ornaghi «per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema».

Social card. Torna inoltre la «social card», la carta acquisti inventata da Tremonti nel 2008 a beneficio dei cittadini meno abbienti. È prevista una «sperimentazione tra le fasce di popolazione in condizione di maggiore bisogno» per poi valutare la possibilità di farne uno strumento ordinario di contrasto alla povertà assoluta. La sperimentazione interesserà i comuni con più di 250 mila abitanti ed è prevista una dotazione di risorse per 50 milioni di euro. Sarà un successivo decreto del ministro del lavoro, Elsa Fornero, da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto, a fissare i criteri di identificazione dei beneficiari e la somma di denaro da accreditare sulle singole carte acquisto.

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