Consulenza o Preventivo Gratuito

Apprendistato al restyling

del 03/02/2012
di: La Redazione
Apprendistato al restyling
Si avvicina il prossimo 25 aprile, data di scadenza della precedente disciplina dell'apprendistato come regolata dal dlgs 276/2003, per aprire alla piena vigenza della riforma di tale istituto, introdotta con dlgs 167/2011.

Nel periodo transitorio corrente delineato dal testo di riforma, la contrattazione collettiva e le regioni sono chiamate a definire le regolamentazioni di competenza, al fine di consentire operativamente il passaggio al nuovo quadro normativo. Con riguardo all'apprendistato professionalizzante, qualora la formazione pubblica di cui è responsabile la regione non dovesse aver luogo, il legislatore ha inteso garantire (questa volta evidentemente senza limiti di tempo) che l'apprendistato professionalizzante o di mestiere possa sempre essere attivato sulla base della sola disciplina contrattuale novellata dalle organizzazioni datoriali e sindacali sulla base del dlgs n. 167/2011. È data dunque la possibilità di svolgere un apprendistato con formazione esclusivamente a carico del datore di lavoro - analogamente a quanto previsto in passato dall'art. 49, comma 5 ter, del dlgs n. 276/2003 - a condizione però della assenza di una concreta offerta formativa pubblica. Va osservato, tuttavia, che nel caso estremo di mancanza della disciplina nel Ccnl di riferimento e contestuale mancato adeguamento da parte della regione, in considerazione della avvenuta abrogazione della legge 25/55, della normativa dettata dalla legge 196/97 e della regolamentazione dettata dal dlgs 276/2003, non si potranno attivare contratti di apprendistato. Per quanto riguarda l'apprendistato di alta formazione, l'art. 5, comma 3, del dlgs n. 167/2011, dispone che in assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle loro associazioni con le Università, gli istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative o di ricerca.

Dubbi permangono sul corretto utilizzo dell'apprendistato per l'assunzione di lavoratori in mobilità, in particolare circa i limiti di età. Com'è noto (vedasi approfondimento sul sito www.anclsu.com) l'Ancl aveva formalizzato la proposta legislativa di estendere l'apprendistato ai lavoratori espulsi dai processi produttivi, ai fini della loro ricollocazione e riqualificazione. La medesima proposta, prevedeva una deroga necessaria ai limiti di età attualmente vigenti, consentendo l'apprendistato anche a lavoratori over 29enni. L'art. 7, comma 4 del dlgs 167 in commento, ha unicamente previsto la generale possibilità di assumere lavoratori in mobilità con uno dei contratti di apprendistato, nei quali però – distintamente – incorrono specifici limiti di età (apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (art. 3): rivolto a soggetti che abbiano compiuto 15 anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età; apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (art. 4): rivolto a soggetti di età compresa tra i 18 anni e i 29 anni; apprendistato di alta formazione e di ricerca (art. 5): rivolto soggetti di età compresa tra i 18 anni e i 29 anni. Stante taluni interventi in dottrina che invece ritengono l'assunzione di lavoratori in mobilità svincolati dai predetti limiti di età, l'Ancl ha proposto uno specifico interpello al ministero del lavoro, chiedendo di conoscere l'esatta interpretazione della norma in questione. Il ministero ha fornito (pur prontamente) solo una risposta interlocutoria, affermando che la problematica sarà oggetto di confronto nell'ambito di appositi incontri per la valutazione di progetti di riforma del mercato del lavoro. In altre parole, allo stato non sussiste una ufficiale interpretazione della norma, né quindi in un senso, né nell'altro. Si auspica che negli incontri preannunciati dal ministero, possa pervenirsi a chiare istruzioni, al fine di rendere pienamente operativa l'innovazione legislativa introdotta.

vota