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Fisco agricolo soft

del 03/02/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Fisco agricolo soft
Per i terreni ricadenti nelle «zone bianche» ovvero in quelle aree non pianificate per decadenza dello strumento urbanistico e, di conseguenza, sprovvisti di qualsiasi qualificazione (agricola e/o edificabile), resta possibile l'applicazione dei trattamenti tributari agevolati, come quelli destinati agli agricoltori.

Così la commissione studi tributari del Consiglio nazionale del notariato che, con lo studio n. 178-2011/T è intervenuta sull'applicabilità delle agevolazioni fiscali disposte per i terreni agricoli collocati all'interno delle aree non pianificate e, di conseguenza, non qualificati.

Preliminarmente, la commissione evidenzia che le leggi regionali dispongono sulla predisposizione dei Piani strutturali e che, in attesa dell'adozione dei detti nuovi piani, i piani regolatori (Prg) adottati possono essere decaduti e quindi superati, con dubbi emergenti sulla qualificazione delle aree (agricole e/o edificabili).

Pertanto, in forza della decadenza del piano regolatore e dell'assenza di qualsiasi disciplina di pianificazione urbanistica, sui terreni non qualificati sono ammessi solo «… interventi urbanistici di modesto impatto ambientale e portanti un limitato utilizzo della capacità edificatoria …».

Si pone, di conseguenza, il dubbio se, in assenza di una precisa qualificazione, il terreno, collocato nella cosiddetta «zona bianca» (zone non pianificate), ritorna a conformarsi come agricolo e se, come tale, sia destinatario delle normative tributarie di favore, in materia di Imprenditore agricolo professionale (Iap) o di coltivatore diretto.

A sostegno della tesi affermativa, la commissione richiama l'art. 36, del dl n. 223/2006 per il quale un'area, per essere considerata edificabile, deve essere utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, nella fattispecie assente, e indica una recente sentenza della Cassazione (sentenza 24/10/2008 n. 25676) con la quale i supremi giudici hanno confermato che, ai terreni ricadenti nelle «zone bianche», fatta salva l'applicazione rimediale già indicata dall'ultimo comma, dell'art. 4, della legge n. 10/1977, si deve riconoscere «… l'utilizzabilità economica del fondo, in primo luogo per fini agricoli …», come peraltro già affermato dalla giustizia amministrativa.

Inoltre, in assenza di uno strumento urbanistico che rilevi la destinazione edificatoria dell'area, i terreni collocati in «zone bianche» restano, di fatto, assoggettati al regime di inedificabilità quasi totale, come indicato dal richiamato comma 8, dell'art. 4, legge n. 10/1977, sostituito dall'attuale art. 9, del testo unico sull'edilizia.

Infine, per la commissione nemmeno la presenza di una pregressa destinazione edificatoria prevista dallo strumento urbanistico ormai decaduto può bloccare la riqualificazione agricola dell'area, giacché la stessa destinazione risulta non imposta ma solo possibile, consentita e prevista e non in contrasto con l'utilizzo agricolo del terreno.

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