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Ente psicologi nella bufera

del 02/02/2012
di: di Ignazio Marino e Simona D'Alessio
Ente psicologi nella bufera
Finirà quasi certamente in un fascicolo d'inchiesta la compravendita di un immobile in via della Stamperia, nel centro di Roma, da parte della società «Estate due», amministrata dal senatore Pdl Riccardo Conti, acquistato il 31 gennaio 2011 per 26 milioni di euro dal Fondo Omega e rivenduto, poche ore dopo, per 44 milioni all'Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi (Enpap). La vicenda, oggetto di un servizio del telegiornale di La7 dell'altro ieri, è stata presa in esame dai magistrati. In ogni caso il fascicolo sarà aperto senza ipotesi di reato e senza indagati. Un primo passaggio investigativo potrebbe essere la realizzazione di una perizia. Intanto, annuncia Nino Lo Presti, vicepresidente della Bicamerale di controllo, la vicenda sarà affrontata «con la convocazione dei vertici dell'istituto in tempi brevissimi, fra una o due settimane». Sempre ieri l'Ente guidato da Angelo Arcicasa ha rotto il silenzio con un comunicato pubblicato sul proprio sito (www.enpap.it) per precisare meglio i contorni della compravendita immobiliare. Questa, secondo l'Enpap, la ricostruzione dei fatti. Primo passaggio: «Nel corso del 2009 l'ente previdenziale si è attivato con un avviso pubblico per la ricerca di un immobile a Roma». Secondo: «Le offerte degli immobili pervenute sono state tutte esaminate e su quella maggiormente rispondente alle necessità dell'ente sono state effettuate 2 “due diligence” da parte di primarie società per verificare il valore dell'immobile e la congruità del prezzo richiesto». Terzo: «Il prezzo dell'immobile risultava in linea con i parametri dell'Omi dell'Agenzia del territorio per immobili con caratteristiche di pregio e collocazione simile». L'Enpap ritiene quindi «doveroso rassicurare i propri iscritti sulla assoluta economicità dell'operazione immobiliare volta a salvaguardare e implementare il patrimonio dell'Ente e svolta in assoluta legittimità, regolarità e trasparenza». Puntuale anche la replica del senatore del Pdl Riccardo Conti: «Per quanto mi riguarda, premesso che ricavare proventi dal proprio lavoro non è reato, posso affermare senza timore di smentita che la ricostruzione (giornalistica, ndr) dei fatti è parziale e non corrispondente al vero; che la tempistica dell'operazione è ben più articolata di quanto prospettato e che la cifra indicata come futuro guadagno finale è abbondantemente fantasiosa».

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