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Collocamento per colf e badanti

del 01/02/2012
di: di Simona D'Alessio
Collocamento per colf e badanti
Orientamento e assistenza sia alle famiglie che cercano chi possa prendersi cura di un bambino, un anziano o della casa, sia a chi si offre come badante o collaboratrice domestica. A prevedere queste attività, che daranno maggiore professionalità all'incontro fra domanda e offerta in un settore in cui spesso è il «passaparola» a farla da padrone, è la direzione generale immigrazione del ministero del welfare che, grazie al supporto tecnico dell'agenzia ItaliaLavoro, metterà in moto 200 sportelli in cui opereranno le agenzie private di intermediazione; nel piano (Assap, Azione di sistema per lo sviluppo di sistemi integrati di servizi alla persona) sono inclusi progetti di formazione per l'inserimento di 5 mila badanti, nonché l'uso di voucher del valore di 2 mila euro per ciascuna persona disoccupata/inoccupata, anche extracomunitaria, con esigenze di qualificazione, e di 2.500 per gente senza lavoro, impegnata in percorsi di specializzazione con standard più elevati di assistenza. In 13 regioni del Centronord, le cui amministrazioni stanzieranno delle risorse, si potrà contare anche su un finanziamento di 7 milioni provenienti dal fondo nazionale politiche migratorie, mentre in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania si attingerà al Fondo sociale europeo (10 milioni).

L'iniziativa nasce con l'intento di soddisfare le richieste dei nuclei familiari italiani, che sono in ascesa: secondo il Censis, infatti, tra il 2003 e il 2010 sono passate da poco meno di 2 milioni a 2 milioni e mezzo, ma si ritiene che la stima più realistica arrivi a 3. Le figure sempre più preziose di assistenti familiari tra il 2001 e il 2010 sono aumentate del 44%, e si ritiene che complessivamente siano 1 milione e mezzo le persone impiegate in questo settore, nel quale il sommerso è rilevante, poiché soltanto un terzo può vantare un contratto regolare; il ministero indica una prevalenza di personale straniero (71,6%), nella stragrande maggioranza donne (81,3%), di età compresa tra i 31 e i 40 anni (39,3%). Per il sottosegretario al welfare Maria Cecilia Guerra, il costo è un onere che non tutti possono sostenere, dunque «dobbiamo rafforzare lo strumento dei voucher», secondo Natale Forlani, direttore generale per l'immigrazione del dicastero di via Veneto, occorre puntare sulla creazione di «competenze articolate, perché articolato è il ventaglio di bisogni espressi e dei territori» della penisola.

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