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Lavoro all'estero, sale il minimale

del 01/02/2012
di: di Gigi Leonardi
Lavoro all'estero, sale il minimale
Fissate le retribuzioni convenzionali da utilizzare nel 2012 per i lavoratori occupati in paesi extraUe. Si tratta del consueto decreto del ministro del lavoro datato 24 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del giorno 30. Le aziende interessate potranno mettersi in regola con i nuovi valori retributivi entro il giorno 16 del terzo mese successivo alla emanazione della relativa circolare dell'Inps senza pagare somme aggiuntive (presumibilmente entro il 16 maggio).

Soggetti interessati. Sono i datori di lavoro, di seguito individuati, i quali assumono lavoratori italiani sul territorio nazionale per inviarli in paesi extracomunitari:

  • datori di lavoro residenti, domiciliati o aventi la propria sede (anche secondaria) nel territorio nazionale;

  • società costituite all'estero con partecipazione italiana di controllo (ai sensi dell'art. 2359 del codice civile);

  • società costituite all'estero, in cui persone fisiche o giuridiche di nazionalità italiana partecipano direttamente, o a mezzo di società da esse controllate, in misura complessivamente superiore a un quinto del capitale sociale;

  • datori di lavoro stranieri.

    La legge n. 398/1987 stabilisce che la contribuzione a copertura delle assicurazioni sociali obbligatorie per i lavoratori italiani operanti all'estero, in paesi extraUe non legati da accordi in materia di sicurezza sociale, debba calcolarsi sulla base di retribuzioni convenzionali (e comunque in misura non inferiore ai contratti collettivi nazionali di categoria raggruppati in settori omogenei) fissate annualmente con decreto del ministro del lavoro di concerto con quello dell'economia. Va precisato inoltre che le retribuzioni convenzionali in argomento devono essere utilizzate anche per la liquidazione del trattamento di disoccupazione dei lavoratori italiani rimpatriati (come indicato nell'art. 4 del decreto).

    Retribuzioni convenzionali. Le retribuzioni di cui al decreto citato costituiscono la base di riferimento per la liquidazione delle prestazioni pensionistiche, delle prestazioni economiche di malattia e maternità, nonché per il trattamento di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati. Al riguardo, secondo il parere a suo tempo espresso dal ministero del lavoro, per «retribuzione nazionale» deve intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, «comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo tra le parti», con esclusione dell'indennità estero. L'importo così calcolato deve poi essere diviso per 12 e, raffrontando il risultato del calcolo con le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia retributiva da prendere a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi. I valori convenzionali così individuati possono essere ragguagliati a giornata solo in caso di assunzione, risoluzione del rapporto, trasferimento nel corso del mese; in tal caso l'imponibile mensile deve essere diviso per 26 giornate e, successivamente, si moltiplica il valore ottenuto per il numero dei giorni, domeniche escluse, comprese nella frazione di mese interessata. Al di fuori dei predetti casi i valori in questione non sono frazionabili.

    Casi particolari. La retribuzione, come indica la circolare Inps n. 31/2011, può subire delle variazioni nei seguenti casi: passaggio da una qualifica all'altra nel corso del mese oppure per mutamento nel corso del mese del trattamento economico individuale da contratto collettivo, nell'ambito della qualifica di quadro, dirigente e giornalista, o ancora per passaggio di qualifica. In questi due casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della nuova qualifica o della variazione del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento intervenuto. Un terzo caso è quello in cui maturino nel corso dell'anno compensi variabili (per esempio, lavoro straordinario, premi ecc.). Poiché questi ultimi non sono stati inclusi all'inizio dell'anno nel calcolo dell'importo della retribuzione globale annuale da prendere a base ai fini dell'individuazione della fascia di retribuzione applicabile (come avviene, invece, per gli emolumenti ultramensili), occorrerà provvedere a rideterminare l'importo della stessa comprensivo delle predette voci retributive e di ridividere il valore così ottenuto per 12 mensilità. Se per effetto di tale ricalcolo si dovesse determinare un valore retributivo mensile che comporta una modifica della fascia da prendere a riferimento nell'anno per il calcolo della contribuzione rispetto a quella adottata, si renderà necessario procedere a una operazione di conguaglio, per i periodi pregressi a partire dal mese di gennaio dell'anno in corso, secondo le istruzioni che saranno fornite con la consueta circolare di fine anno.

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