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L'anomalia delle casse edili

del 31/01/2012
di: di Manola Di Renzo
L'anomalia delle casse edili
Il terreno della bilateralità rappresenta quelle zone neutre dove il conflitto tra le organizzazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori trova un punto di mediazione. Una di quelle rare zone franche, o meglio «sedi privilegiate» come le definisce il dlgs 276/2003 che nascendo dalla contrattazione collettiva, contribuiscono, con tutta una serie di prestazioni, alla riorganizzazione del mercato del lavoro.

Si tratta di enti privati che nascono dalle associazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, solo che alcuni nel tempo hanno raggiunto livelli di potere discutibile.

Considerato che parliamo di enti privati, principalmente dovrebbero sviluppare tutta quella serie di attività di ausilio alle imprese e ai lavoratori, solo che non sempre è così, pur sapendo che impresa e lavoratore, sono anche finanziatori degli enti stessi.

Nel settore dell'edilizia siamo in presenza di una tipologia di ente bilaterale «ibrido», la cassa edile. Le casse edili provvedono all'erogazione di alcune prestazioni economiche, derivanti da precisi istituti contrattuali, e altre prestazioni di carattere mutualistico. Diversamente dagli altri enti bilaterali, le casse edili si occupano anche di versare ai lavoratori i ratei di ferie, tredicesima, festività e malattia o infortunio, cosiddette retribuzioni differite, tutte questi trattamenti sono finanziate dalle aziende. Il fenomeno del lavoro nero, uno dei temi che torna maggiormente a far discutere ogni qualvolta il governo si trova a emanare una nuova finanziaria o un nuovo decreto sviluppo, coinvolge tanti settori di attività, non solo l'edilizia, però solo le casse edili sono state coinvolte in un progetto pubblico di controllo e di ispezione e di azioni di supporto alle politiche dirette di emersione del lavoro sommerso.

Il dlgs 276/2003 e successive integrazioni hanno attribuito alle stesse casse edili il potere di certificazione della regolarità contributiva delle imprese iscritte, attraverso il rilascio del Durc.

Possiamo notare come man mano le attività delle casse edili si sono ampliate, andando a sconfinare nelle pure attività di controllo della funzione pubblica, dove l'impresa finanziatrice è anche la controllata, e dove si sbilancia quel concetto di bilateralità nel momento in cui il sindacato dei lavoratori ha un interesse più largo nel controllo e l'organizzazione datoriale comprime le azioni di tutela nei confronti delle aziende.

Oggi, in un periodo di crisi tanto acuta le aziende hanno difficoltà a rispettare le scadenze dei pagamenti soprattutto nei confronti del fisco e delle stesse casse edile, e i mancati adempimenti producono l'effetto di un Durc irregolare. Quindi l'azienda rischia di vedersi bloccare la riscossione dei crediti che nel caso di lavori in edilizia, spesso riguardano crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, che come è noto sono già tanto lente nella liquidazione delle fatture, da costringere le aziende stesse ad un costoso ricorso all'esposizione bancaria e a dover anticipare proprio alle casse edili delle somme che verranno erogate ai lavoratori solo in un periodo posticipato.

Se da un lato il sindacato a difesa dei lavoratori è stato coinvolto anche nella lotta all'evasione, attraverso il conferimento di strumenti affilati e diretti, l'organizzazione datoriale che presenzia agli stessi tavoli di lavoro del sindacato, non ha ancora ricevuto nessun potere reale per garantire la buona salute alle imprese, e ancora più grave non effettua nessuna azione bilaterale.

Le casse edili continuano a pretendere i versamenti nei termini, grazie a una norma di legge che ha garantito la salute economica di un ente privato, forse all'organizzazione datoriale questo basta.

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