Consulenza o Preventivo Gratuito

Imponibile ridotto Occorre certezza

del 27/01/2012
di: di Roberto Rosati
Imponibile ridotto Occorre certezza
Lo stato membro può subordinare la diminuzione dell'imponibile della cessione o prestazione, in conseguenza della riduzione del corrispettivo successivamente all'effettuazione dell'operazione, alla condizione che il fornitore abbia ottenuto dal destinatario la conferma del ricevimento della fattura rettificata (nota di credito). Se però il fornitore non riesce ad ottenere conferma, deve avere la possibilità di provare con altri mezzi che il destinatario ha avuto cognizione della fattura rettificata. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 26/01/12, resa nel procedimento C-588/10, volto ad accertare se la previsione dell'ordinamento polacco, che subordina la riduzione della base imponibile al possesso, da parte del fornitore, della conferma di ricevimento della fattura rettificata da parte dal destinatario di beni o di servizi, rientra o meno nella nozione di condizione contemplata all'art. 90, paragrafo 1, della direttiva Iva e se tale previsione sia conforme ai principi di neutralità dell'imposta e di proporzionalità. La Corte osserva che l'art. 90 prevede che la base imponibile è debitamente ridotta alle condizioni stabilite dagli stati membri, i quali possono, ai sensi dell'art. 273 della direttiva, prevedere obblighi che ritengono necessari ad assicurare l'esatta riscossione dell'Iva e a evitare le evasioni, nel rispetto dei principi di parità di trattamento delle operazioni interne e delle operazioni intra-Ue, assenza di formalità connesse con il passaggio di frontiera, non imposizione di obblighi di fatturazione supplementari. Queste disposizioni accordano agli stati una certa discrezionalità, da esercitare nell'ambito dei principi generali dell'Iva e dell'ordinamento Ue. La condizione contemplata dalla normativa polacca rientra sia nell'art. 90 sia nell'art. 273. Nondimeno, occorre comunque tenere conto che la base imponibile dell'Iva è costituita dal corrispettivo realmente ricevuto e che i provvedimenti diretti a contrastare le frodi e l'evasione non devono eccedere quanto necessario a tal fine. Pertanto la norma polacca è compatibile con l'ordinamento Ue, purché il fornitore, qualora sia difficile ottenere la conferma di ricevimento della fattura, sia ammesso a provare con altri mezzi la sussistenza dei presupposti della riduzione.

vota