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Professioni, serve coraggio

del 26/01/2012
di: La Redazione
Professioni, serve coraggio
Un giudizio all'insegna di un cauto ottimismo è stato espresso dall'Ancot. Associazione nazionale consulenti tributari in merito alla manovra sulla crescita varata dal governo Monti. «Un inizio promettente e di buon auspicio soprattutto per le motivazioni generali», ha commentato il presidente nazionale dell'Ancot. Arvedo Marinelli. I tributaristi condividono che il primo e più importante pilastro è quello che dà il nome al decreto ovvero la crescita. E come si legge nel documento diffuso dal governo: «Le disposizioni che compongono il decreto-legge consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l'economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio/lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali». Analizzando più nel dettaglio le misure che riguardano le professioni l'Ancot. sottolinea che già da tempo gli iscritti all'associazione hanno una «polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale». «I nostri iscritti», ha aggiunto il presidente Marinelli, «già da tempo hanno l'obbligo di stipulare una polizza assicurativa a tutela degli interessi della clientela e lo stesso impegno il tributarista lo osserva nella partecipazione ai percorsi professionali appositamente organizzati dalla nostra associazione». Cosa vi aspettate ora dal Governo? «Che prosegua nella strada intrapresa per attuare nel migliore dei modi dando sempre più concretezza alla liberalizzazione. Siamo consapevoli e constatiamo positivamente il richiamo del governo alle analisi condotte dall'Ocse che evidenziano infatti come «l'adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi, quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia indicano che una riduzione delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi dell'euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell'11%; il consumo privato e l'occupazione crescerebbero fino all'8%, gli investimenti del 18%; i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione». È proprio per questo motivo che vogliamo ottenere il riconoscimento al nostro status professionale per operare con la stessa dignità lavorativa degli iscritti negli albi». Un atteggiamento che si coniuga perfettamente anche con il merito particolarmente tenuto in considerazione nel documento governativo? «Il testo del governo Monti si pone l'obiettivo di agevolare i giovani che dimostrano di possedere «le capacità innovative, l'intraprendenza, la lungimiranza e la preparazione, in una parola: il merito e il decreto mette i giovani in condizione di garantire a sé stessi un futuro solido». La nostra associazione dei tributaristi già da anni, attraverso borse di studio e l'agevolazione ai giovani nella partecipazione gratuita ai corsi di formazione, permette l'inserimento di «nuove leve» nel mondo delle professioni». C'è quindi in definitiva una condivisione di intenti con l'azione che sta portando avanti il governo Monti? «Nell'accezione generale accelerare il processo delle liberalizzazioni ci trova pienamente d'accordo. Ora, lo ripeto, è importante che si concretizzi anche il riconoscimento all'azione svolta dai tanti professionisti che lavorano quotidianamente, ma che non fanno pare di albi». Quali azioni vi aspettate? «Noi ci auguriamo che il governo Monti porti avanti le azioni che sono già in essere e che ci riguardano direttamente. In primo luogo la definizione del lungo iter al ministero di giustizia per la partecipazione anche dei professionisti non iscritti agli albi a partecipare ai tavoli europei. Inoltre ci auguriamo un celere dibattito parlamentare per la definizione della Riforma delle professioni nel testo approvato dalla decima Commissione attività produttive della camera» e già calendarizzata.
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