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Beni ai soci, da comunicare i finanziamenti in essere

del 26/01/2012
di: Duilio Liburdi
Beni ai soci, da comunicare i finanziamenti in essere
Comunicazioni dei beni ai soci da effettuare nella totalità delle situazioni di specie, a prescindere che vi sia un rapporto tra beni a disposizione dei soci e somme affluite in capo alla società. È questo il quadro che si va delineando in relazione ai chiarimenti che l'Agenzia delle entrate ha iniziato a fornire con riferimento alle disposizioni introdotte con la legge n. 148 del 2011. La norma prevede un nuovo sistema di tassazione come reddito diverso in capo al socio che ha in godimento i beni di proprietà dell'impresa fissando, nel contempo, una indeducibilità dei costi afferenti i beni stessi. La norma, inoltre, a fini di controllo e per possibili ricadute in capo alle persone fisiche in termini di possibile applicazione del redditometro, prevede un sistema di comunicazione delle situazioni di utilizzo dei beni di impresa congiuntamente alla evidenziazione delle somme affluite alla società e fatte affluire dai soci.

Il rapporto tra le somme e i beni. Già in occasione del forum di ItaliaOggi dello scorso 18 gennaio, l'amministrazione finanziaria si era espressa affermando come la comunicazione delle somme versate dai soci a favore della società prescindesse dal fatto che le somme in questione fossero utilizzate per l'acquisizione dei beni messi a disposizione dei soci finanziatori. In altri termini, entro il prossimo 2 aprile, la comunicazione dovrà riguardare tutti i finanziamenti e i versamenti effettuati dai soci anche se non correlati con i beni che i soci hanno a disposizione. Ciò posto, un altro elemento rischia di rendere particolarmente onerosa la comunicazione di specie. In particolare, posto che la comunicazione dovrà riguardare le somme affluite alla società nel corso del 2011, oggetto di notizia a favore dell'amministrazione finanziaria dovranno essere anche i versamenti e i finanziamenti effettuati in anni precedenti ma in essere alla data del 17 settembre 2011. Una mappatura, dunque, che prescinde dal periodo di imposta nel corso del quale è avvenuto il finanziamento ovvero il versamento da parte dei soci. Peraltro, in occasione del forum di ItaliaOggi l'agenzia aveva affermato che l'obbligo in questione sussistesse anche in relazione alle somme ricevute dai soci il che, evidentemente, è da ascrivere ad un refuso laddove il concetto di ricezione si riferisse all'ipotesi di uscita delle somme dalla società con destinazione i soci stessi. Più in generale, comunque, può essere osservato come l'obbligo in questione andrà a disciplinare anche alcune ipotesi nelle quali i dati sono già a disposizione dell'amministrazione finanziaria.

La tassazione in capo ai soci. Il punto centrale della norma è quello di introdurre una nuova ipotesi di tassazione come reddito diverso in capo al socio utilizzatore del bene di impresa. La questione, come precisato in occasione del forum del 18 gennaio 2011, non riguarda però i soci che, congiuntamente, ricoprono altri ruoli all'interno della società quali quello di amministratore e/o di dipendente. In questi casi, infatti, esistono già delle regole all'interno del testo unico delle imposte sui redditi che disciplinano l'incidenza del reddito imponibile in capo all'utilizzatore del bene. Il caso che prima della emanazione della legge n. 148 del 2011 non era disciplinato era quello del socio che non riveste altre posizioni all'interno della società e che, sulla base di quanto previsto dalla manovra estiva, dovrà dichiarare un reddito diverso pari alla differenza tra il valore normale del bene e quanto eventualmente corrisposto dal socio per l'utilizzo del bene medesimo. In relazione a tale ipotesi, l'orientamento dell'amministrazione finanziaria, come è ovvio che sia, appare quello di identificare il concetto di valore di mercato con quello di valore normale come disciplinato dall'articolo 9 del Testo unico delle imposte sui redditi. Tale indicazione di carattere generale, in ogni caso, non appare risolutiva del problema in quanto, evidentemente, dovranno essere identificati dei parametri più precisi di riferimento in relazione alle singole tipologie di beni. Si pensi, ad esempio, al caso degli immobili laddove si deve ritenere che il concetto di valore di mercato possa essere ricondotto a quello del canone medio praticato in relazione ad una particolare tipologia di immobili.

Gli adempimenti operativi. Come accennato, la scadenza prevista dalla legge (o meglio dal provvedimento attuativo) per l'effettuazione della comunicazione è quella del 2 aprile prossimo, fermo restando che la comunicazione di specie andrà ripetuta annualmente. In ogni caso, anche in considerazione della diffusione delle fattispecie che la norma ha inteso regolare vi è da attendersi l'emanazione di un documento di prassi che, specificatamente, provveda ad affrontare i molti punti dubbi della disciplina. Fermo restando che, sulle problematiche principali le prime indicazioni rese dall'amministrazione finanziaria, almeno in alcuni aspetti, hanno provveduto a dipanare i dubbi operativi.

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