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Pensioni, via alla perequazione

del 25/01/2012
di: di Gigi Leonardi
Pensioni, via alla perequazione
Ufficializzato il 2,6% in più per la cosiddetta perequazione automatica delle pensioni 2012. Lo stabilisce un decreto interministeriale (Economia-Lavoro) del 18 gennaio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio. Il precedente adeguamento risale al gennaio 2011, nella misura provvisoria dell'1,4%, valore successivamente modificato nel'1,6%, come si legge nello stesso provvedimento ministeriale. Ciò vuol dire che gli enti di previdenza devono anzitutto procedere a un conguaglio positivo dello 0,2%. L'indice definitivo dell'inflazione 2012 si è attestato al 2,7%, per cui anche l'anno prossimo si procederà al conguaglio (più 0,1%). Busta paga più pesante del 2,6%, dunque, ma non per tutti i pensionati, molti dei quali, in seguito al congelamento messo in atto dalla manovra economica del governo Monti, approvata definitivamente la vigilia di Natale (legge n. 214/2011), non potranno beneficiare di alcun aumento della propria rendita.

Pensioni minime. Con l'incremento del 2,6% l'importo del trattamento minimo sale da 468,35 euro a 480,53 euro al mese. Con l'aggiornamento Istat, sale anche l'assegno sociale, la rendita assistenziale corrisposta agli ultrasessantacinquenni privi di altri redditi, introdotta dalla riforma Dini (legge n. 335/1995) in sostituzione della vecchia pensione sociale: passa da 418,12 euro a 428,99 euro al mese. Mentre la pensione sociale, ancora prevista per i titolari della stessa al 31 dicembre 1995, raggiunge 353,54 euro al mese.

Manovra Monti. Per meglio comprendere la portata del recente intervento del governo, occorre fare un passo indietro e ricordare che:

- la perequazione automatica viene attribuita sulla base della variazione del costo della vita, con cadenza annuale e con effetto dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento; più in particolare, la rivalutazione si commisura al rapporto percentuale tra il valore medio dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo all'anno di riferimento e il valore medio del medesimo indice relativo all'anno precedente;

- la percentuale di aumento per variazione del costo della vita (la cosiddetta scala mobile) si applica: per intero sull'importo di pensione non eccedente il triplo del minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti; al 90% per le fasce di importo comprese tra il triplo e il quintuplo del minimo; al 75% per le fasce d'importo eccedenti il quintuplo del minimo.

Il decreto legge n. 202/2011, prevedeva, per il biennio 2012-2013, il congelamento della perequazione per i trattamenti pensionistici superiore a due volte il minimo Inps.

Poiché questo blocco aveva provocato vivaci reazioni da parte delle organizzazioni sindacali e di taluni partiti, anche dell'area che appoggia il governo, in sede di conversione in legge (la n. 214/2011), l'asticella degli esclusi dall'adeguamento Istat è stata portata da due a tre volte il trattamento minimo Inps. Ne consegue che nel 2012 solo i trattamenti di importo (al dicembre 2011) sino a 1.405 (tre volte il minimo) godranno della perequazione.

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