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Tutto da riscrivere il nuovo tirocinio (gratuito) per i praticanti

del 25/01/2012
di: di Benedetta Pacelli
Tutto da riscrivere il nuovo tirocinio (gratuito) per i praticanti
Tutto da riscrivere il nuovo tirocinio (gratuito) degli aspiranti professionisti. La norma prevista nel decreto legge sulla concorrenza (articolo 9 del dl liberalizzazioni) che prevede per i giovani un periodo di pratica non superiore ai 18 mesi, di cui sei svolti durante il corso di laurea, infatti, non trova applicazione nei principi contenuti negli attuali ordinamenti di ordini e collegi. Anche per quelle categorie, le economico-contabili soprattutto, che sulla normativa erano intervenute recentemente e in modo incisivo. Per non parlare, poi, delle professioni tecniche (architetti, ingegneri, chimici, geologi, biologi, attuari) che, non avendo mai disciplinato fin ora l'obbligo del praticantato, si trovano davanti al dubbio se intervenire in materia oppure no.

Chi riguarda. Sono le categorie economico-giuridiche quelle che dovranno darsi più da fare per adeguare gli ordinamenti secondo i dettami del dl. Fatta eccezione per i notai, infatti, il tirocinio per avvocati, consulenti del lavoro e dottori commercialisti, è più lungo di 18 mesi pur prevedendo convenzioni ad hoc per svolgerne parte durante il corso universitario. È il caso, per esempio, dei dottori commercialisti ed esperti contabili, gli unici ad avere per legge (articolo 43 dlgs n. 139/05) la possibilità di effettuare il tirocinio che, complessivamente dura tre anni, sulla base di una Convenzione quadro stipulata tra lo stesso Cndcec e il Miur. Per i commercialisti, però, ridurre i tempi pone diversi problemi. Innanzitutto apre alla possibilità di divenire contestualmente idonei a esercitare la funzione di revisione legale e la professione di dottore commercialista. Questo alla luce di una direttiva europea che, nel disciplinare la materia delle revisioni legali dei conti, dice che «al fine di acquisire la capacità di applicare concretamente le conoscenze teoriche il cui controllo fa parte dell'esame, occorre completare un tirocinio di almeno tre anni». In sostanza si verrebbe a creare una disparità nella durata del tirocinio per i due soggetti e il praticante dovrebbe sostenere prima l' abilitazione per diventare commercialista e poi, proseguire con altri 18 mesi di tirocinio per completare il triennio per sostenere l'abilitazione per la funzione di revisore. Più semplice da risolvere, invece, il problema per i Consulenti del lavoro che dovranno, comunque, rimettere mano al regolamento (Gazzetta Ufficiale n 179 del 3/08/11) appena entrato in vigore che aveva introdotto la possibilità di ridurre di un anno i due previsti per il tirocinio grazie a convenzioni ad hoc. Sforbiciata in vista anche per gli avvocati il cui praticantato è attualmente svolto alla conclusione del quinquennio, mentre il notariato dovrà solo stipulare convenzioni specifiche visto che già dal 2006 ha ridotto il tirocinio a 18 mesi anticipandone sei nell'ultimo anno di laurea.

Chi non riguarda. Nessun tirocinio obbligatorio fino ad ora per i futuri ingegneri, architetti, biologi, chimici, geologi e attuari. In ogni caso resta il dubbio se queste categorie dovranno prevedere una disposizione ad hoc in materia, nei futuri ordinamenti. Ecco perché c'è chi nel caso non si farà trovare impreparato. Come gli architetti che sono pronti a rispolverare una convenzione, mai applicata nel passato, ma stipulata, con la Conferenza nazionale dei presidi delle facoltà di architettura che definisce termini e modalità del tirocinio. Nessun intervento in materia, invece, per le categorie tecniche degli ex-diplomati periti industriali, periti agrari e geometri che già prevedono un tirocinio semestrale durante la laurea triennale né per i dottori agronomi e i dottori forestali il cui tirocinio non supera i sei mesi.

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