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Imprenditori salvi

del 24/01/2012
di: di Debora Alberici
Imprenditori salvi
Commette solo un illecito amministrativo e non è punibile per appropriazione indebita l'imprenditore che non versa le “trattenute” alla Cassa Edile.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 2723 del 23 gennaio 2012, ha annullato perché il fatto non è previsto dalla legge come reato la condanna nei confronti di una donna, un imprenditore, che non aveva versato alla Cassa Edile le trattenute per ferie non godute, gratifiche natalizie e festività.

In effetti, ha spiegato la seconda sezione civile, « le Casse Edili non appartengono alla categoria degli Enti previdenziali, sicché il mancato versamento delle somme «trattenute» dal datore di lavoro sulla retribuzione del dipendente e da destinare alla Cassa Edile per ferie, gratifiche natalizie e festività non integra il reato di appropriazione indebita, ma solo l'illecito amministrativo previsto dall'art. 8 1. 741/59 come sostituito dall'art. 13 d.1g. 758/94».

Ciò perché le somme che il datore di lavoro è tenuto a versare sia agli enti di assistenza, sia ad enti che abbiano la finzione di erogare una retribuzione differita (come nel caso della «Cassa Edile» per ferie, gratifica e contributi), fanno parte del patrimonio del datore di lavoro, confuse con tutti gli altri diritti e beni che lo compongono, «sicchè il mancato versamento delle somme suddette non costituisce appropriazione indebita».

Dunque, secondo gli Ermellini non si può dar seguito a quella parte della giurisprudenza per la quale le somme «trattenute» dal datore di lavoro sulla retribuzione del dipendente e destinate a terzi a vario titolo (per legge, per contratto collettivo fanno parte integrante della retribuzione spettante al lavoratore come corrispettivo per la prestazione già resa. Queste somme, si legge in quelle decisioni, non apparterrebbero più al datore di lavoro, «che ne ha solo una disponibilità precaria, posto che esse hanno una destinazione precisa, così che il datore che scientemente lascia trascorrere il termine per il versamento, manifestando così la volontà di appropriarsi di una somma non sua e di cui solo provvisoriamente dispone, commetterebbe il reato di appropriazione indebita».

Nel caso sottoposto all'esame della Corte un imprenditore di Catanzaro pacherà solo la multa per non aver versato ai suoi operai le trattenute. La Cassazione ha infatti lasciato cadere e prosciolto la donna da ogni accusa.

Di diverso avviso la Procura generale della Suprema corte che, nell'udienza del 10 novembre aveva chiesto di confermare la responsabilità penale della donna, al di là della prescrizione già maturata.

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