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I nuovi indignati

del 24/01/2012
di: Marino Longoni
I nuovi indignati
Ora a indignarsi sono i professionisti. Che si sentono sempre più presi in giro da un sistema di potere dove cambiano i governi ma la musica resta sempre la stessa: una ostinata, pervicace, subdola, insensata, autolesionistica, feroce volontà di distruggere il mondo delle libere professioni. Regista occulta dell'operazione è la Confindustria di Emma Marcegaglia. Esecutori e interpreti tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi mesi, in un crescendo rossiniano di ipocrisie e di confusione. Ora i professionisti più consapevoli cominciano a non poterne più e in un comunicato stampa diffuso ieri firmato dai rappresentanti di tutte le associazioni dei dottori commercialisti, invitano i colleghi a boicottare i prodotti del Sole 24Ore. Un fatto inaudito, che la dice lunga su quanto sia vicino al punto di rottura la capacità di sopportazione della categoria. Difficile dargli torto. Anche perché un governo tecnico, che tante speranze aveva suscitato al suo insediamento, è riuscito finora solo a tramortire il paese con una valanga di nuove tasse e a inebetirlo con il paese dei balocchi delle liberalizzazioni che faranno risparmiare alle massaie chissà quante centinaia di euro. Non è necessario essere degli economisti per rendersi conto che il risultato da questo punto di vista sarà pari a zero.

Nulla si è fatto invece per ridurre i costi della politica, per diminuire in modo consistente il debito pubblico, per razionalizzare la spesa pubblica, per mettere nell'angolo i potentati (Confindustria e organizzazioni sindacali in primo luogo) che sulle spalle di Pantalone hanno costruito il loro potere negli ultimi anni, e ora vorrebbero far pagare il conto a qualcun altro. Indignarsi ora è il minimo che si possa fare se si vuole dare una speranza al paese.

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