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Casse a caccia dei contributi non versati

del 20/01/2012
di: La Redazione
Casse a caccia dei contributi non versati
Casse di previdenza privatizzate in prima linea nel recupero dei contributi dei professionisti non iscritti né all'Inps, né all'ente di categoria, scoperti dall'operazione Poseidone del 2005 (si veda ItaliaOggi del 14/01/2012). Oltre ad aver risolto all'interno (previo via libera ministeriale) la questione degli arretrati, gli istituti vantano la possibilità di effettuare accertamenti diretti nei confronti degli iscritti. Alcuni non sono interessati dalla vicenda (quelli di architetti ed ingegneri e periti industriali), altri, come la cassa forense, mettono in luce le peculiarità della propria platea: per ciò che riguarda gli avvocati iscritti all'albo, ma non all'ente guidato da Alberto Bagnoli (circa 60 mila professionisti, i cosiddetti «invisibili», di norma con redditi inferiori ai 10 mila euro, privi, quindi, dei requisiti per figurare negli elenchi), «i poteri di accertamento spettano all'Inps, secondo la legge 335/95. Se ne ricorrono i presupposti, i giovani compresi in questa categoria, nei primi tre anni di presenza negli albi, possono iscriversi retroattivamente alla cassa evitando, in tal modo, l'accertamento Inps». Se, però, l'attenzione si sposta sull'evasione contributiva in generale, l'istituto pensionistico dei legali ha «poteri di accertamento su pensionati e no, in base a uno specifico regolamento delle sanzioni, approvato dai ministeri vigilanti (economia, giustizia e welfare), che prevede anche un iter procedurale con contestazione all'iscritto e termini per le controdeduzioni»; a quel punto l'accertamento, «divenuto definitivo, determina l'iscrizione a ruolo dei contributi, maggiorati di sanzioni e interessi».

Ad anticipare le mosse dell'Inps, la cassa dei dottori commercialisti: la circolare della settimana scorsa, spiega il presidente Walter Anedda «nasce proprio da un'iniziativa del nostro ente, che aveva inviato al ministero una nota, invocando la possibilità di retrodatare le iscrizioni ai colleghi che, ancorché esonerati, avessero deciso di iscriversi alla cassa per gli anni pregressi, soprattutto a seguito di un accertamento Poseidone ricevuto», i quali avevano obbligo di iscriversi alla gestione separata dell'Inps. Sollevato il tema, va avanti, c'è stato «un chiarimento tra ministero, Inps e noi, concretizzato nel semaforo verde alle retrodatazioni, cui è seguita una nota dell'Inps in cui si chiarisce che gli accertamenti verranno annullati nel caso di iscrizione alla nostra cassa». L'attività di controllo sui contributi dei dottori commercialisti negli elenchi, invece, sottolinea Anedda, «è da sempre svolta da noi».

Quanto all'ente degli infermieri, il numero uno Mario Schiavon ricorda che esiste un regolamento di previdenza, «approvato dai ministeri vigilanti, che disciplina gli obblighi di iscrizione, dichiarazione dei redditi e dei volumi di affari e versamento della contribuzione obbligatoria, così come definisce il regime sanzionatorio per le inadempienze a tali obblighi»; l'effetto di questo testo, incalza, è che l'Enpapi «ha potere di accertamento e di riscossione delle somme non versate, applicando, ove dovuti, sanzioni e interessi». In merito, poi, al messaggio dell'Inps (709/2012), infine, il presidente osserva che l'istituto di previdenza pubblico «nell'ambito del tavolo tecnico aperto al ministero del welfare, si era impegnato a non retroagire nella richiesta di versamento della contribuzione obbligatoria per i soggetti che avessero esercitato l'opzione di non iscrizione agli enti, a fronte dell'impegno degli enti stessi a inserire nei loro statuti l'obbligatorietà di iscrizione per i pensionati».

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