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I professionisti reagiscono

del 19/01/2012
di: di Simona D'Alessio
I professionisti reagiscono
Manifestazione dei professionisti il 1° marzo a Roma che, «in collegamento audio-video con tutte le province e le sedi locali, faranno conoscere ai cittadini il loro ruolo fondamentale al servizio del paese», in una stagione di difficoltà economiche, e in vista di imminenti, decisive novità per gli ordini e le casse previdenziali. A indirla il Cup, Comitato unitario delle professioni, e l'Adepp, l'associazione che raduna 20 istituti privatizzati, al termine dell'assemblea unitaria tenutasi ieri pomeriggio, a Roma. E intanto è scattato il conto alla rovescia per l'avvio del dialogo fra il ministro del welfare Elsa Fornero e gli enti pensionistici: adesso l'attenzione è concentrata sulla riforma del mercato del lavoro, ma subito dopo sarà il momento delle casse di previdenza «per entrare finalmente nel merito della norma», inserita nella manovra (legge 201/2011) che impone al sistema un riordino entro il 30 giugno, in mancanza del quale verrà introdotto universalmente il metodo contributivo, dice a ItaliaOggi Andrea Camporese, presidente dell'Adepp. «Bisognerà confrontarsi per far emergere i nodi della questione e scioglierli: esiste, per esempio, un ordine del giorno, approvato dal parlamento a dicembre, che indica che i 50 anni richiesti per la sostenibilità sono tendenziali», così come è necessario approfondire la questione dell'utilizzo dei patrimoni mobiliari e immobiliari delle casse in sede di stesura di bilancio. Camporese mette in luce, inoltre, che martedì «è giunta a tutte le casse una nota del direttore generale per le politiche previdenziali del ministero, Edoardo Gambacciani, che richiede, proprio in virtù della novità legislativa, la produzione dei nuovi bilanci attuariali a 50 anni». E, pur senza indicare una data entro cui i documenti dovranno essere consegnati, il numero uno dell'Adepp lascia intendere che non c'è tempo da perdere per affrontare i punti oscuri della normativa.

Legati a stretto filo alla tenuta dei conti della casse («ci sarà sicuramente un riverbero sui loro equilibri») sono temi come la revisione delle regole del praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche e la creazione di società di lavoro professionali, secondo Marina Calderone. Il vertice del Cup, però, si definisce «più serena rispetto al passato», dopo l'incontro, all'inizio di questa settimana, con il ministro della giustizia Paola Severino che «ha assunto pienamente la titolarità della riforma», nell'ambito della quale è stato stabilito che si terranno dei tavoli di lavoro «periodici e ravvicinati, procedendo speditamente». «L'importante è non disperdere le energie, bensì convogliarle su progetti unitari per non arrivare alla vigilia della scadenza del termine» per il restyling (il 13 agosto prossimo, ndr), prosegue, non trascurando l'imminente arrivo del decreto sulle liberalizzazioni annunciato dal governo. Il Cup si aspetta «un ritocco sulle tariffe, considerando che è stato manifestato l'interesse alla loro abolizione anche da parte della Banca d'Italia», tuttavia Calderone fa un passo in avanti: «La maggior parte del lavoro è già stato fatto, prima da Pierluigi Bersani, poi dalla manovra di agosto, la questione dei tariffari sembra ormai un feticcio». E, al contrario, l'attenzione va posata a giudizio di Calderone sul passaggio della manovra di agosto relativo all'accordo fra le parti, con «il professionista tenuto a rendere edotto il cliente sulla complessità dell'incarico», in modo che tale intesa, conclude, sia «un preventivo serio e dettagliato».

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