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Filo diretto tra i soci e le Entrate

del 19/01/2012
di: di Andrea Bongi e Duilio Liburdi
Filo diretto tra i soci e le Entrate
Tutti i finanziamenti effettuati dai soci andranno comunicati all'Agenzia delle entrate anche se non sono stati strumentali per l'acquisizione dei beni utilizzati poi dai soci stessi. Inoltre, laddove alla figura del socio si «sommi» quella del dipendente, le regole di tassazione sono quelle già previste dal testo unico delle imposte sui redditi senza che, in capo alla persona fisica, possa generarsi reddito diverso. Infine, laddove la partecipazione nella società sia detenuta per il tramite di una fiduciaria, la comunicazione riguarderà comunque il fiduciante trattandosi, nel caso di specie, di detenzione indiretta della partecipazione societaria.

Sono questi alcuni dei chiarimenti emersi in occasione del forum di ieri organizzato da ItaliaOggi ed al quale ha partecipato l'agenzia delle entrate che, tra le risposte fornite, si è anche occupata della disposizione introdotta dalla legge n. 148 del 2011 in base alla quale, entro il prossimo 2 aprile, dovrà formare oggetto di comunicazione il fatto che beni dell'impresa siano utilizzati dai soci. Tale comunicazione, come noto, andrà effettuata utilizzando il provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate dello scorso 16 novembre 2011.

La norma di riferimento. L'articolo 2, commi da 36 terdecies a 36 duodevicies della legge n. 148 del 2011 dispongono in merito a:

- L'identificazione di un reddito diverso in capo al socio destinatario di un bene della società come utilizzatore, reddito pari alla differenza tra il valore normale del bene e quanto corrisposto dal socio stesso

- In relazione a tale ipotesi i costi afferenti il bene sono indeducibili nella determinazione del reddito di impresa

- Al fine di garantire l'attività di controllo della fattispecie regolamentata dalla legge, previsto l'obbligo di effettuare una comunicazione entro il 2 aprile 2011

- È inoltre previsto che l'agenzia delle entrate attivi una sistematica attività di controllo in capo alle persone fisiche che hanno utilizzato i beni concessi in godimento e, ai fini della applicazione del redditometro, si tiene conto, in particolare, di qualunque forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società stessa

- Le norme in questione si applicano, in generale, dal periodo di imposta 2012.

Il caso dei finanziamenti dei soci. La ratio della disposizione normativa lasciava intendere come il rapporto tra finanziamento effettuato dal socio e bene utilizzato dal socio stesso dovesse essere nella sostanza diretto. Il ragionamento, in base alla lettera della legge, pareva dunque essere quello in base al quale a fronte dell'afflusso di denaro da parte di un socio all'interno della società, il bene poi utilizzato dal socio derivasse da quel denaro. Tale previsione, peraltro, sembrava già in parte messa in dubbio dal contenuto delle specifiche tecniche di trasmissione delle notizie richieste contenute nel provvedimento dell'agenzia delle entrate. Ora, in occasione del forum, l'amministrazione finanziaria conferma questa impostazione estremamente rigorosa e che lascia più di una perplessità. In altri termini si fissa un principio di indipendenza tra quanto affluito in società ad opera del socio ed i beni utilizzati dal socio stesso. Letteralmente, inoltre, la risposta dell'amministrazione finanziaria appare andare addirittura oltre le indicazioni contenute nelle stesse specifiche tecniche in quanto si afferma che oggetto della comunicazione dovranno essere i versamenti ed i finanziamenti (quindi sembrerebbe poste di capitale e poste debitorie), effettuati o anche ricevuti dai soci, indipendentemente dal fatto che tali operazioni siano strumentali alla acquisizione dei beni poi concessi in godimento. Questo starebbe a significare, ad esempio, che anche un afflusso di denaro in grado di fruire dell'agevolazione ACE dovrebbe formare, a prescindere, oggetto della comunicazione annuale all'agenzia delle entrate. Se questa indicazione verrà confermata (e questo non è da auspicare), si chiederebbero dati già in possesso dell'agenzia gravando le imprese ed i contribuenti di un adempimento che diventerebbe estremamente complesso e da attuare in forma ripetitiva, ogni anno. Ci si augura, dunque, che l'agenzia delle entrate possa meglio ponderare l'indicazione emersa ieri.

Socio dipendente. Una delle problematiche operative emerse in previsione della prima applicazione della norma è quella legata alla coincidenza possibile tra la figura del socio e quella del dipendente. Analogamente, peraltro, si può ragionare sull'ipotesi del socio amministratore. Su questo aspetto, l'amministrazione finanziaria assume invece una posizione del tutto condivisibile affermando come la previsione in merito all'ipotesi di reddito diverso in capo alla persona fisica si applica solo nel caso in cui il testo unico delle imposte sui redditi non preveda specifiche norme che limitano la deducibilità dei costi relativi ai beni concessi in godimento in capo al concedente e che tassano il relativo reddito in capo all'utilizzatore. Quindi, nel caso in cui un automezzo sia concesso in uso ad un amministratore socio che sia anche dipendente della società, si configura un fringe benefit che non rientra nell'ambito applicativo della nuova fattispecie di reddito diverso ma resta assoggettato alla disciplina di cui all'articolo 51 del TUIR. Nella sostanza, dunque :

- Se l'auto è concessa in uso promiscuo al socio – dipendente si genera un fringe benefit pari al 30 per cento di 15 mila chilometri ed una deducibilità del costo auto pari al 90 per cento;

- Se l'auto è concessa in uso promiscuo al socio amministratore si genera un fringe benefit pari al 30 per cento di 15 mila chilometri ed una deducibilità del costo pari al 40 per cento;

- Se l'auto è concessa in uso promiscuo al socio, si genera un reddito diverso ed una deducibilità del costo auto pari al 40 per cento.

Nelle ipotesi sopra delineate, peraltro, si dovrà tenere conto anche degli eventuali riaddebiti che dovrebbero peraltro garantire la deducibilità dei costi sino a concorrenza dei riaddebiti medesimi come evidenziato dall'agenzia delle entrate nelle circolari 1 ed 11 del 2007.

Partecipazione intestata fiduciariamente. L'agenzia delle entrate afferma che, in questo caso, la comunicazione dovrà riguardare comunque il fiduciante in quanto vi è una partecipazione detenuta in via indiretta proprio per il tramite di una società fiduciaria. Viene dunque eliminato, a questi fini, lo schermo fiduciario ai fini della detenzione della partecipazione.

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