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Crisi da sovraindebitamento, organismi con norme ad hoc

del 14/01/2012
di: La Redazione
Crisi da sovraindebitamento, organismi con norme ad hoc
Gli organismi preposti alla composizione delle crisi da sovraindebitamento sono chiamati ad autodeterminare i principi e le metodologie per gestire la procedura. Il primo numero di Nds del 2012 apre con le osservazioni del giudice Luciano Panzani sulla nuova disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotta con il dl 212/2012 così colmando un vuoto normativo del nostro ordinamento che finora non prevedeva una procedura dedicata all'insolvente civile. Il giudice Panzani, dopo aver esaminato puntualmente la nuova disciplina, evidenzia luci e ombre della stessa che determineranno il successo o meno della procedura. Egli ritiene che un punto di forza sia sicuramente rappresentato dal fatto «che i creditori sono in genere più che pronti ad accettare soluzioni transattive che gli consentano di evitare i tempi e i costi del procedimento giudiziale. Chiunque frequenti un'aula di giustizia può confermare quest'affermazione. L'accordo di ristrutturazione della crisi da sovraindebitamento potrà sicuramente funzionare, soprattutto quando vi siano a fianco del debitore familiari o altri soggetti disposti a offrire garanzie sui propri beni per l'esecuzione dell'accordo». Secondo l'opinione di Panzani, però, sono rilevanti preoccupanti profili negativi della disciplina. Per esempio, afferma che un aspetto negativo sia rappresentato dalla mancanza di provvedimenti che assicurino un'adeguata professionalità agli organismi di composizione della crisi e la mancanza di un termine alla norma transitoria che affida tali funzioni ai professionisti (art. 11). Panzani sul punto ritiene che «saranno gli ordini professionali da una parte e gli enti pubblici interessati, oltre che abilitati, a costituire gli organismi di composizione della crisi, a doversi dare regolamenti e metodologie operative che assicurino professionalità e garantiscano un'adeguata tutela del debitore e dei creditori e soprattutto tempi brevi ed efficienza. Proprio perché la riforma fonda l'accordo a tutto campo sull'operatività degli organismi di composizione della crisi, bisogna che tali organismi siano in grado di svolgere le loro funzioni in termini tali da rendere lo strumento della composizione della crisi appetibile».
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