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L'integrativo sulla fattura resta per ora al 2%

del 13/01/2012
di: La Redazione
L'integrativo sulla fattura resta per ora al 2%
Nessuna risposta ufficiale ancora dai ministeri vigilanti sulla riforma Eppi. Pertanto, a oggi non aumenta né la percentuale di risparmio annuale a vantaggio della futura pensione (contributo soggettivo) né la percentuale da attribuire in fattura a carico del cliente a fronte delle prestazioni professionali (contributo integrativo). L'una rimane ferma al 10% del reddito, l'altra al 2% del fatturato.

Com'è noto, invece, l'Eppi ha presentato un pacchetto di novità con il fine di aumentare la quota di pensione per tutti i periti industriali, fino anche al raddoppio rispetto ai valori attuali per le nuove generazioni, insieme a una serie di misure per aiutare il rodaggio del nuovo sistema che entrerebbe in vigore.

Va anche detto che il vento del cambiamento sta spirando su gran parte della previdenza dei liberi professionisti, impegnata in una operazione di miglioramento della adeguatezza delle pensioni oppure di messa in sicurezza dei propri conti. Sono andate in porto le riforme in casa degli avvocati e giornalisti, che innalzano gradualmente il limite di età e il limite delle annualità pagate dagli iscritti alla cassa per godere della pensione, come sono scattate le nuove regole anche per i geometri, i quali innalzano il limite di età pensionistica, portandolo per tutti gradualmente fino a 67 anni.

Insomma, avvocati, giornalisti e geometri lavoreranno un po' di più e contribuiranno per più anni.

In quest'inizio 2012 è stato approvato dai ministeri anche il nuovo regolamento previdenziale per i notai, che innalzano dal 30 al 33% la percentuale di reddito da destinare ogni anno per la futura pensione, come è arrivato il nulla osta per il completamento della riforma a favore dei dottori commercialisti. In due anni, la percentuale di risparmio pensionistico salirà dal 10 al 12% del reddito ed è stata confermata la possibilità di attribuire in fattura a carico del cliente un contributo integrativo del 4%. Riforma più coraggiosa, infine, è quella approvata dagli infermieri che intendono passare gradualmente dal 10 al 16% come risparmio previdenziale soggettivo, sempre con la facoltà di portare l'integrativo al 4%, escluso nel caso delle prestazioni con le pubbliche amministrazioni.

Tutti i nuovi documenti approvati irrobustiscono gradualmente il risparmio personale a fini previdenziali, come appunto intendono fare i periti industriali, e nei casi in cui il sistema lo preveda portano il contributo integrativo al 4% con facoltà di utilizzarne una parte per l'aumento della pensione.

In casa Eppi sale l'attesa, anche perché, sottolinea il presidente Florio Bendinelli «la nostra riforma ha la particolarità di essere il frutto di un percorso di condivisione con la platea dei nostri iscritti, i quali si aspettano una risposta concreta. Ovviamente confido nella competenza dei ministeri, da cui ci aspettiamo tutte le indicazioni necessarie per portare a casa un nuovo regolamento previdenziale equilibrato».

embre potrà trovare spazio nel Dpr che riforma gli ordinamenti professionali. L'Antitrust sostiene che questo provvedimento costituisce la più corretta sede per rimuovere «le incrostazioni regolatorie» che tuttora residuano nel settore. Perché accanirsi in questo modo sul sistema delle professioni?

R. Onestamente si fa una gran fatica a vedere tutte queste «incrostazioni». Gli ordini hanno già fatto un gran lavoro per riformare i propri sistemi, anche se rimane ancora da fare. Ecco perché mi auguro che, dopo tanto dibattere, il processo riformatore si compia una volta per tutti. Mi auguro soprattutto che ci sia davvero la volontà di andare nella direzione di un vero ammodernamento del mondo ordinistico e non verso un suo accanimento. Le professioni da parte loro devono lavorare, come del resto hanno sempre dimostrato di saper fare, per portare aria nuova a un sistema anchilosato, vecchio e, in parte, mal funzionante. Farlo funzionare, però, non vuol dire scovare «incrostazioni» anche dove non ci sono, ma soprattutto individuare i meccanismi capaci di modernizzarlo. E certo questo non può ridursi a un semplice recepimento dei punti stabiliti nelle recenti manovre.

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