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Assicurazioni, mercato in crisi

del 13/01/2012
di: Valerio Stroppa
Assicurazioni, mercato in crisi
Il mercato assicurativo italiano chiude il 2011 con una contrazione della raccolta complessiva del 15%. Il dato è «reale», ossia al netto dell'inflazione. La crisi colpisce prevalentemente il ramo vita (-20%), ma anche i danni non auto (-1,5%). Non basta il lieve incremento della Rc auto (+0,6%) a salvaguardare la redditività di un settore che, nel Registro unico degli intermediari, ha visto nel corso dell'anno diminuire del 2,3% le persone fisiche e dell'1,7% le società. In totale, si è passati da 28.121 a 27.644 iscritti, con ripercussioni sul Sindacato (da 7.693 a 7.279 unità) e sul Fondo pensione agenti (da 17.100 a 16.600). I dati, elaborati in un'indagine congiunta Iama-Sna, sono stati presentati ieri a Milano dall'esecutivo nazionale uscente del Sindacato, nella giornata di apertura del 45° congresso della categoria. «I numeri risentono inevitabilmente della difficile congiuntura. Anche se può apparire un controsenso, le famiglie usufruiscono meno delle assicurazioni nei periodi di crisi», spiega Giovanni Metti, presidente Sna giunto alla fine del mandato, «tuttavia le prospettive non sono scoraggianti. Anzi. La rete agenziale rimane il canale principale della distribuzione nel ramo danni e per la Rc auto. Il valore aggiunto della relazione umana nei confronti del cliente è elevato. Gli agenti di assicurazione hanno un futuro, ma non devono lasciarselo sfuggire».

Futuro che passa anche dalle liberalizzazioni in queste ore allo studio del governo Monti. «La bozza di decreto supera perfino le nostre aspettative», commenta Metti. «Un mercato più aperto e concorrenziale va senz'altro nell'interesse dei clienti. Per questo chi schieriamo a favore delle liberalizzazioni, a partire dal divieto di esclusiva nei mandati agenziali anche nel ramo vita fino all'allargamento della collaborazione professionale tra agenti o tra agenti e broker. Aspettiamo con fiducia gli sviluppi».

Nel ripercorrere le battaglie condotte dallo Sna nell'ultimo triennio, l'esecutivo uscente si sofferma sulla petizione popolare contro il caro polizze Rc auto. «Abbiamo raccolto più di 500 mila firme», chiosa Metti, «anche grazie al supporto di molti comuni, specie al Sud, che hanno varato delibere in linea con le nostre idee. Che erano e sono quelle di contrastare i rincari, la fuga delle compagnie dal Mezzogiorno e le frodi assicurative. Temi sui quali le autorità politiche hanno mostrato sensibilità, che speriamo si traduca presto in qualcosa di concreto». Dopo la consegna della petizione al governo (guidato allora da Silvio Berlusconi), sui predetti temi sono state presentate sette interrogazioni parlamentari, mentre l'ex presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà (oggi sottosegretario a palazzo Chigi), il 12 ottobre 2011 ne ha ripreso quasi in toto i contenuti davanti alla commissione industria del senato.

Ma nell'operato dello Sna, che ha vissuto anche qualche momento di frizione interna (come nel congresso di Roma 2011), c'è stato spazio pure per il plurimandato e il rinnovo del contratto dipendenti. Riguardo il quale, evidenzia Metti, le parti sono ancora piuttosto distanti.

Il quadro che ne emerge, conclude il presidente uscente, «è quello di un sindacato credibile, forte, con molte anime ma capace sempre di trovare una soluzione per il bene e il futuro della categoria».

I lavori del congresso riprenderanno oggi. Alle ore 16 scade il termine ultimo per la presentazione delle liste. La votazione per le cariche sindacali, a cui parteciperanno oltre 450 delegati, si terranno invece domani a partire dalle 10. A seguire, nel pomeriggio, la proclamazione degli eletti.

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