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Il fisco Usa in panne sui rimborsi, un milione di segnalazioni per frode

del 13/01/2012
di: Anna Irrera (da New York)
Il fisco Usa in panne sui rimborsi, un milione di segnalazioni per frode
Nel 2011 l'Electronic Fraud Detection System (Efds), il sistema elettronico d'individuazione frodi del fisco statunitense, ha segnalato oltre un milione di rimborsi per sospetto di frode (+72% sul 2010). A contribuire a questo e ad altri malesseri del sistema fiscale americano, sono stati una maggiore complessità del codice fiscale, il calo di risorse e l'aumento del carico di lavoro dell'Internal Revenue Service (Irs), il fisco a stelle e strisce. Lo sostiene Nina E. Olson, direttrice del Taxpayer Advocate Service (Tas), nel sua relazione annuale al Congresso degli Stati Uniti, in cui denuncia erosione dei diritti dei contribuenti, abbassamento della qualità dei servizi offerti e aumento dell'evasione fiscale. Il Tas, organo indipendente dell'Irs, fornisce assistenza ai contribuenti “maltrattati”. Il forte aumento del carico di lavoro dell'Irs, si legge nel report rilasciato martedì scorso, è stato causato da diversi fattori tra cui una maggiore complessità del codice fiscale dovuta a oltre 4.400 modifiche negli ultimi dieci anni. “In media più di una modifica al giorno, tenendo conto delle circa 579 del 2010”, spiega il report, aggiungendo che la recente espansione dei crediti rimborsabili (tra cui detrazione prima casa e tax credit per le adozioni) ha portato a un incremento di attività illecite volte a trarre profitto dal sistema fiscale attraverso la presentazione di istanze di rimborso spesso fondate su furti di identità. Nel 2011 l'Identity Protection Specialized Unit (Ipsu), il nucleo dell'Irs specializzato nella protezione dell'identità, ha aperto più 226 mila nuovi casi, +20% rispetto all'anno precedente. Tra le diverse «malefatte» del Fisco evidenziate nella relazione spicca l'Operazione Mass Mail, un programma del 2011 attraverso il quale l'Irs ha rifiutato di elaborare circa 900 mila istanze di rimborso. Solitamente, dopo avere identificato istanze discutibili, l'Irs invia una notifica ai contribuenti coinvolti affinché la decisione possa essere contestata. Nei casi dell'Operazione Mass Mail, invece, l'Irs ha annullato i rimborsi senza recapitare alcun avviso agli interessati. «Tuttavia in decine di migliaia di questi casi», si legge nel report, «l'Irs ha poi segnato i conti dei contribuenti con un codice attraverso il quale ammette di aver sbagliato». Secondo Olson, quindi, la procedura di annullamento costituisce una violazione dei principi fondamentali del giusto processo. Come se non bastasse, il 75% dei contribuenti colpiti dall'operazione, rivoltisi al Tas in cerca di aiuto, hanno dovuto attendere in media sei mesi per ricevere i rimborsi legittimamente richiesti. Il rimborso medio ammontava a 5.600 dollari. «In vista dell'uso indiscriminato fatto dall'Irs di sistemi di annullamento automatici per evitare contatti personali con i contribuenti e dato l'insormontabile carico di lavoro», scrive Olson, «l'Irs è sempre più a rischio di giudicare evasori quei contribuenti che invece non lo sono».

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