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Decide la giacenza media

del 12/01/2012
di: di Giuseppe Di Vittorio
Decide la giacenza media
Il bollo sul conto corrente va pagato solo se il saldo medio giornaliero del periodo di riferimento è superiore a 5 mila euro. Si tratta di una prima interpretazione delle nuove disposizioni sul bollo da applicare all'estratto di conto corrente bancario e postale, offerta da Assosim, l'Associazione degli Intermediari Finanziari. “Il concetto di giacenza media annua”, ha spiegato Franco Fondi uno degli esperti fiscali dell'Associazione, “è più volte richiamato nelle circolari che regolano la fiscalità dei fondi comuni di investimento”. La norma prevede che quando il cliente della banca è una persona fisica l'imposta non si paga se il tasso di giacenza media annuo non è superiore a 5 mila euro. Assosim tenta di dare una risposta sulla questione della media cui si riferisce la disposizione e di come vada calcolata.

Applicando per analogia quelle disposizione si ottiene una media cosi calcolata: si sommano tutti i saldi del conto di fine giornata per poi dividerli per 365, i giorni dell'anno. Se il risultato è superiore a 5 mila euro si applica l'imposta di 34,20 euro. L'onere tributario non è dovuto invece se il risultato è inferiore a 5 mila euro.

In materia è in arrivo un decreto del ministero del finanze che chiarirà le modalità di attuazione della norma. I punti in questione verranno poi ulteriormente approfonditi dall'Agenzia dell'Entrate con circolare. Intanto l'Abi, Associazione Bancaria Italiana, l'altro punto di riferimento collettivo per il settore, rassicura i suoi iscritti. Facendo capire che i tecnici del Ministero e dell'Agenzia sono al lavoro per scrivere le norme attuative e interpretative e che il varo con molta probabilità è previsto per fine mese.

Tornando all'interpretazione di Assosim, secondo l'Associazione il cliente potrà essere assoggettato al bollo solo al termine dei 12 mesi. Solo in quella data è infatti possibile calcolare la giacenza media giornaliera annua. Nella stessa disposizione si parla tuttavia di estratti conto inviati periodicamente nel corso dell'anno e di imposta rapportata al periodo di rendicontazione. L'invio scaglionato nell'anno offre il vantaggio al cliente, fra l'altro, di frazionare l'importo, seppur modesto di 34,20 euro, in più tranche. Franco Fondi prova a spiegare l'incongruenza affermando che “le vecchie norme abrogate avevano una tariffa mensile, trimestrale e annuale allineata a quella che era la prassi di invio degli intermediari finanziari”. Il legislatore con riferimento al periodo di rendicontazione si è solo preoccupato di evitare possibili elusioni. Nelle nuove norme Governo prima e Parlamento poi hanno tenuto a precisare che gli estratti conti si considerano inviati ai clienti almeno una volta l'anno. Come dire, se l'estratto non viene inviato i 34,20 euro all'anno si pagano comunque.

Simili problemi applicativi non si pongono per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il nuovo bollo varato dal Governo Monti prevede infatti che per le persone giuridiche non solo il peso tributario lievita ma non si applica nessuna esenzione. Il bollo per questi soggetti è infatti pari a 100 euro. Sempre attinente al calcolo della media è invece la problematica di coloro che chiudono il rapporto prima della fine dell'anno. “Sarei dell'avviso di utilizzare la stessa metodologia”, specifica Fondi, “individuazione della media giornaliera per capire se si rientra nella fascia di esenzione”. Ricordiamo che le nuove norme assoggettano all'imposta di bollo i conti correnti, quelli postali; rientrano nel presupposto oggettivo perfino i libretti di risparmio bancari e postali. I conti di deposito liberi e vincolati non pagano invece il bollo sul conto corrente. Questo genere di prodotti è, al momento, “un'isola felice sotto il profilo fiscale”, specifica Fondi, “visto che non pagano nemmeno il bollo titoli”. Chissà che in Agenzia o al Ministero qualcuno non se ne accorga.

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