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Permesso di soggiorno lungo: un anno per trovare lavoro

del 12/01/2012
di: Matteo Rigamonti
Permesso di soggiorno lungo: un anno per trovare lavoro
Prolungare il periodo per la ricerca di una nuova occupazione dagli attuali sei mesi ad almeno un anno per gli immigrati che hanno il permesso di soggiorno scaduto. Svincolare gli immigrati qualificati dalle quote flussi. E promuovere l'adozione di meccanismi che facilitino la concessione della cittadinanza ai minori figli di immigrati che risiedono in Italia. Sono le proposte avanzate ieri dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione Andrea Riccardi in audizione alla Commissione affari costituzionali della Camera. Riccardi ha precisato che, in materia, «il governo non potrà che sostenere ciò che maturerà all'interno del Parlamento». Dal canto suo, il ministro ha dichiarato che valuterà «opportune iniziative di concerto con il ministro dell'Interno», come peraltro confermato da un comunicato diffuso ieri. Il ministro Riccardi si è detto convinto del «rischio che i cittadini stranieri divengano irregolari» e altrettanto del fatto che «il processo di integrazione dei migranti ha inizio fin dai paesi di origine». Motivo per cui, «può essere utile l'introduzione di meccanismi in grado di svincolare i lavoratori adeguatamente formati, attraverso le iniziative in materia di cooperazione allo sviluppo, dal rispetto del sistema delle quote fissate nei decreti flussi, purché vi siano specifiche richieste del mercato del lavoro, al pari di quelle categorie professionali a cui è consentito l'ingresso fuori quota». Nel motivare la necessità di un prolungamento del permesso di soggiorno Riccardi ha riportato i dati della Caritas, che conta «in circa 600 mila i permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi di famiglia e attesa occupazione che, in un anno, tra il 2009 e il 2010, risultano scaduti e non rinnovati. Fra questi tra i 250 e i 350 mila rischiano di finire nel preoccupante circuito dell'irregolarità». Attualmente i lavoratori stranieri, nel caso in cui perdano il posto di lavoro, possono permanere sul territorio nazionale per un periodo non superiore a 6 mesi. I dati Eurostat collocano l'Italia «tra le quattro nazioni europee che hanno il più elevato flusso migratorio, con persone provenienti da 192 Paesi». Il 2013 sarà l'anno europeo della cittadinanza e Riccardi ha sottolineato che «dall'Ue pervengono richieste di ulteriori implementazioni delle azioni dei governi nazionali». Secondo il ministro «per affrontare il problema dell'integrazione degli stranieri, potrebbe essere utile gestire i rapporti con le varie comunità attraverso un loro rappresentante». Riccardi incontrerà oggi l'ambasciatore cinese a Roma, Ding Wei.

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