TUTTO DAL BENZINAIO
Con l'obiettivo di «incrementare la concorrenzialità, l'efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore carburanti» il governo punta a liberalizzare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande propria dei bar (art. 5, comma 1, lettera b della legge 287/1991). Unico vincolo: ai benzinai verrà richiesto il rispetto dei requisiti professionali oggi previsti per i baristi. Non solo. Ai distributori di carburanti si potranno comprare anche quotidiani e periodici (la vendita non sarà soggetta ad alcun limite di superficie dell'impianto), ma anche sigarette e ogni genere di tabacchi. Non è finita. La bozza di decreto recita testualmente che presso gli impianti di distribuzione di carburanti sarà «comunque consentita la vendita di ogni bene e servizio, nel rispetto della vigente normativa relativa al bene e al servizio posto in vendita». Come dire: il benzinaio potrà vendere tutto ciò che non è limitato da regole stringenti di commercializzazione.
CADE L'ESCLUSIVA
I gestori di impianti distributivi potranno acquistare i carburanti da chiunque li produca o li rivenda. Non ci sarà più alcun obbligo di esclusiva, insomma, della compagnia. Resterà però una riserva del 50% della fornitura. Infatti, non appena il decreto sarà in vigore, partirà un conto alla rovescia di un mese, trascorso il quale diventeranno immediatamente nulle tutte le clausole contrattuali che prevedano forme di esclusiva nell'approvvigionamento di carburanti per la parte «eccedente il 50% della fornitura pattuita e, comunque, per la parte eccedente il 50% di quanto erogato» dal singolo punto vendita nel 2011. Ma la liberalizzazione non si ferma qui.
DISTRIBUTORI VENDESI
In futuro un terzo degli impianti di distribuzione di carburanti potrà essere riscattato nei confronti degli attuali proprietari. A farlo potranno essere sia gli attuali gestori (da soli o in società o coop appositamente costituite), sia altri imprenditori, in associazione o meno con i gestori stessi. Il diritto di riscatto dell'impianto sarà subordinato a un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti in relazione ai canoni già pagati, dell'avviamento dell'impianto e degli andamenti del fatturato.
