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Il fermo e l'ipoteca mai insieme

del 11/01/2012
di: di Sergio Trovato
Il fermo e l'ipoteca mai insieme
Equitalia deve evitare gli eccessi di cautela. Fermi e ipoteche non possono coesistere. L'agente della riscossione non può disporre il fermo di un'autovettura di un agente di commercio, se ha già iscritto ipoteca sull'immobile del debitore per un importo pari al doppio del debito fiscale. Peraltro, privare dell'autovettura un agente di commercio comporta la mancata produzione di reddito e rende permanente lo stato di insolvenza. Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Bari, seconda sezione, con la sentenza n. 177 dell'11 novembre 2011.

Secondo la commissione, «i due provvedimenti congiunti appaiono fortemente penalizzanti proprio perché emessi in eccesso di cautela». A maggior ragione sono state considerate dannose le ganasce fiscali, in quanto il contribuente «svolge anche attività di rappresentante di commercio per il quale l'autovettura è strumento indispensabile per lo svolgimento del proprio lavoro». E «la conseguente mancata produzione di reddito porterebbe oltre tutto all'insolvenza anche nei confronti dell'ente stesso». Tra l'altro, con l'ipoteca già iscritta su beni immobili il creditore era garantito per un importo pari al doppio del debito.

In realtà, la legge non prevede che una misura esecutiva escluda l'altra. Tuttavia, in un periodo di crisi sarebbe meglio non calcare la mano sui contribuenti inadempienti. Del resto, è questo il motivo per cui il legislatore con il dl sviluppo (70/2011) ha ampliato le garanzie per i debitori del Fisco. In particolare, viene posto un freno ai provvedimenti invasivi come il fermo amministrativo e le iscrizioni ipotecarie. Gli esattori, infatti, sono tenuti a inviare preventivamente due solleciti di pagamento prima di adottare azioni esecutive e cautelari nel caso in cui i crediti da riscuotere non siano superiori a 2 mila euro. Quindi, essendo il fermo dei beni mobili (autoveicoli, barche, aeromobili e così via) una misura cautelare non è possibile adottarla qualora non venga preceduta dall'invio, mediante posta ordinaria, di due solleciti di pagamento, il secondo dei quali decorsi almeno sei mesi dalla spedizione del primo. Inoltre, per il fermo amministrativo iscritto su beni mobili registrati il contribuente non è più tenuto ex lege a pagare nulla né a Equitalia né all'Aci/Pra per la cancellazione del provvedimento dai pubblici registri. Questa regola vale sia quando la cancellazione viene disposta in seguito a un'attività di riesame del provvedimento e di conseguente annullamento, sia quando i giudici dichiarano illegittimo il provvedimento.

Il concessionario, poi, non può iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e, per l'effetto, procedere a esecuzione forzata nel caso in cui l'importo complessivo del credito sia inferiore complessivamente a: 20 mila euro, se la pretesa iscritta a ruolo sia contestata in giudizio o sia ancora contestabile in sede processuale e il debitore sia proprietario dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale; 8 mila euro in tutti gli altri casi.

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