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In America un rimpatrio di capitali agevolato e senza fine

del 11/01/2012
di: Tancredi Sequi
In America un rimpatrio di capitali agevolato e senza fine
Scudo fiscale senza fine per gli Stati Uniti. L'Agenzia delle entrate a stelle e strisce ha deciso di riaprire per la terza volta il Voluntary disclosure programme dopo i confortanti risultati delle precedenti edizioni del 2009 e del 2011 che hanno riportato alla luce 4,4 miliardi di dollari sottratti al Fisco americano da parte di 33mila evasori che si sono fatti avanti per beneficiare delle condizioni favorevoli garantite dall'amnistia. Ma questa volta sarà diverso rispetto al passato. «Il nuovo scudo fiscale durerà per un periodo indeterminato», ha avvertito il numero uno dell'Internal Revenue Service (Irs), Doug Shulman. «Salvo il fatto che i termini del programma non sono destinati a restare immutati ma potranno cambiare nel corso degli anni inasprendo le sanzioni per alcune categorie di evasori. Non solo. L'amnistia potrà essere interrotta bruscamente, dall'oggi al domani, se dovessimo ravvisare che non esistono più le condizioni per la sua sopravvivenza».

Ma come funzionerà, in pratica, il nuovo programma? Il terzo scudo fiscale sarà in tutto e per tutto simile ai due precedenti. Per poter approfittare delle condizioni agevolate, i cittadini statunitensi in possesso di capitali non dichiarati all'estero saranno tenuti a registrarsi al Voluntary disclosure programme. Una volta ottenuta l'autorizzazione da parte dell'Irs, l'Agenzia applicherà sanzioni leggermente più elevate rispetto al 2009 e al 2011 sui capitali riportati alla luce. «Il livello massimo di aliquota prevista per il nuovo scudo sarà del 27,50% e verrà applicata sul totale degli importi detenuti illegalmente all'estero negli otto anni precedenti l'amnistia, ovvero dal 2004 in avanti», ha spiegato Shulman ricordando che lo scudo del 2009 aveva previsto una tassazione del 20% per i capitali scudati, mentre l'anno scorso, l'aliquota era stata portata al 25 per cento. «L'imposta richiesta di qui in avanti per portare alla luce i tesoretti trafugati all'estero, nonostante risulti più elevata che in passato, è comunque di gran lunga inferiore alle sanzioni previste dalla legge per i contribuenti americani in possesso di conti correnti non dichiarati che arriva a toccare il 50% del valore del conto», ha continuato il segretario generale dell'Internal Revenue Service facendo luce su una serie di sconti di pena garantiti dalla nuova amnistia ad alcune categorie di evasori minori. Nel caso in cui, negli otto anni precedenti l'adesione al nuovo scudo fiscale, il valore del conto corrente intestato al cittadino in possesso di fondi neri all'estero non sia mai salito al di sopra dei 75mila dollari, allora l'aliquota sanzionatoria che verrà applicata si fermerà al 12,5%. L'Irs ha inoltre deciso di predisporre un'aliquota super agevolata del 5% per i cittadini americani non residenti negli Stati Uniti, in regola con il pagamento delle tasse nel loro paese di residenza e in possesso di capitali «irrisori» all'interno dei confini degli Usa. «Si tratta di soggetti che il più delle volte non sanno nemmeno di essere tenuti al pagamento delle tasse in America», ha tagliato corto Shulman dando così una spiegazione del perché di una sanzione tanto contenuta rispetto a quella applicata agli evasori residenti negli Usa. «È necessario che le persone si rendano conto che oggi non è più conveniente restare nell'ombra», ha continuato il numero uno dell'Irs. «Disponiamo di mezzi molto sofisticati in grado di stanare anche gli evasori più scaltri. E in quel caso, le sanzioni applicate non sono più tanto leggere come quelle previste dal Voluntary disclosure programme». Nel corso del 2009, il primo programma di amnistia varato da Washington ha permesso all'Agenzia delle entrate americana di riportare alla luce 3,4 miliardi di dollari sottratti da 15 mila contribuenti. Lo scorso anno, invece, la seconda fase del programma che ha chiuso i battenti nel mese di settembre, ha fatto emergere un altro miliardo di dollari legato a 18 mila contribuenti a stelle e strisce. «Ci attendiamo molto da questo nuovo scudo fiscale», ha concluso il numero uno dell'Irs.

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