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Le fatture dei contratti di leasing vanno nello spesometro

del 10/01/2012
di: La Redazione
Le fatture dei contratti di leasing vanno nello spesometro
Le fatture dei leasing vanno nello spesometro. E ci andranno pure gli acconti relativi a un'operazione immobiliare il cui rogito verrà registrato in un successivo periodo d'imposta. Poco importa se entrambe le operazioni suddette saranno poi oggetto di apposita comunicazione all'anagrafe tributaria con una evidente duplicazione dei dati.

Ad ampliare e complicare ancora di più il famigerato spesometro ci ha pensato l'Agenzia delle entrate con le risposte ai quesiti in materia posti dalle associazioni di categoria raccolte nel documento del 22 dicembre scorso, reperibile sul sito internet dell'agenzia. Secondo le entrate infatti gli utilizzatori di beni in leasing o noleggio non potranno non considerare tali operazioni nella comunicazione ex articolo 21 del decreto-legge n.78/2010. Anche se tali operazioni sono già oggetto di comunicazione all'anagrafe tributaria, ai sensi dell'articolo 7 del dpr 605/1973, con obbligo posto a carico delle società che effettuano tali prestazioni, gli utilizzatori non potranno eliminare tali partite dalla comunicazione da trasmettere entro il prossimo 31 gennaio.

Più o meno dello stesso tenore anche la risposta fornita in materia di contratti di compravendita di beni immobili. Se è vero che le fatture di acconto e di saldo sono escluse dallo spesometro, si legge nel testo della risposta delle entrate, quando le fatture relative agli acconti sono registrate in un anno precedente a quello in cui avviene la registrazione della compravendita, queste ultime sono da comunicare nello spesometro.

Ciò detto torniamo alla questione relativa al mancato esonero per gli utilizzatori di beni in leasing o noleggio dalla compilazione dello spesometro. Alla precisa domanda con la quale si chiedeva di conoscere se gli utilizzatori fossero esonerati dall'obbligo di inserire nella propria comunicazione relativa allo spesometro le operazioni già oggetto di apposita comunicazione all'anagrafe tributaria quali i leasing e i noleggi, le entrate hanno precisato, testualmente che «i soggetti utilizzatori in leasing o noleggio devono effettuare la comunicazione relativa allo spesometro”.

Secondo le Entrate l'esonero dalla comunicazione ex articolo 21 del dl 78/2010, disposto per le società che effettuano leasing o noleggio dal provvedimento del 5 agosto 2011, è di natura prettamente soggettiva ed è disposto solo al preciso fine di evitare duplicazione di adempimenti a carico a tali operatori che dovranno provvedere, sempre entro il prossimo 31 gennaio 2011, alla comunicazione di tali operazioni tramite l'apposita comunicazione prevista ai sensi dell'articolo 7, comma dodici, del dpr 605/73 (c.d. anagrafe tributaria).

In effetti la risposta data dalle entrate appare quantomeno punitiva per i soggetti utilizzatori dei suddetti beni tramite contratti di leasing o noleggio. Non vi è dubbio infatti che i dati completi di tali operazioni finiranno in anagrafe tributaria per effetto dell'obbligo posto a capo dei concedenti per cui non si capisce la ragione del duplice invio degli stessi dati.

La suddetta risposta necessita peraltro di un corretto inquadramento rispetto a quanto disposto nel punto 2.4 del provvedimento del 22 dicembre 2010, nel quale si prevede espressamente, quali cause di esclusione dallo spesometro, le operazioni che «hanno costituito oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria, ai sensi del'art-7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.605».

Oltre ai due argomenti sopra ricordati nelle risposte fornite il 22 dicembre scorso dalle entrate ci sono anche altri spunti degni interesse per gli operatori. Fra questi il chiarimento che per «altri veicoli» ai fini della comunicazione dei noleggi si debbano intendere «altri beni mobili registrati... con esclusione dei veicoli da lavoro che hanno subito modifiche tali da renderli inadatti alla circolazione o alla navigazione aerea o marittima».

Andrea Bongi

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