I più esposti. Sono sicuramente gli enti privatizzati nel 1994 come quelli di avvocati, geometri, medici, agenti di commercio, consulenti del lavoro, veterinari, notai, architetti e ingegneri, giornalisti, farmacisti. Per i professionisti iscritti, la pensione è in tutto o in parte calcolata attraverso il più generoso sistema retributivo che la Fornero, prima da studiosa della materia e poi da ministro, non ha mai visto di buon occhio. Tanto da eliminarlo del tutto nel sistema pubblico a partire dal primo gennaio 2012. Queste casse recentemente hanno adottato tutta una serie di riforme per arrivare alla sostenibilità trentennale imposta dalla Finanziaria del 2007. Ma ora si tratta di rifare i calcoli per altri venti anni. Per questi istituti pensionistici, di conseguenza, utilizzare il patrimonio ai fini della nuova soglia di sicurezza voluta da Monti diventa fondamentale. Visto che, secondo i dati in possesso di ItaliaOggi (si veda IO del 14/10/2010), nessuno di loro oggi sarebbe in grado con i soli contributi di contemplare un equilibrio per un periodo così lungo.
I meno esposti. Sono gli enti nati privati nel 1996 come quelli di periti industriali, infermieri, biologi, psicologi, attuari, chimici, geologi, dottori agronomi e forestali. E la cassa dei dottori commercialisti che, seppur privatizzata nel 1994, adotta oggi al pari di quelli citati il meno generoso sistema contributivo. Si tratta di gestioni in equilibrio per definizione che non temono la sostenibilità a 50 anni.
