La nuova procedura permette di procedere d'ufficio all'evasione di tutte le istanze di rimborso arrivate all'Inps dai datori di lavoro per i quali, a seguito di controlli effettuati sui versamenti dei contributi previdenziali, siano stati individuati dei crediti per importi versati in eccesso o per duplicazioni di versamento relativamente a uno stesso trimestre per uno stesso lavoratore.
Il rimborso, spiega l'Inps, è l'ultimo atto della procedura che prevede innanzitutto una verifica della situazione complessiva dei datori di lavoro domestico derivante da somme versate in eccesso o del debito scaturito da scoperture e/o sanzioni relative alla stessa posizione contributiva, considerando i versamenti effettuati che non siano stati già oggetto di rimborso. Se sono presenti note di rettifica la sede dell'Inps è tenuta a invitare il datore di lavoro a regolarizzare la sua posizione, nei limiti della prescrizione quinquennale, prima di procedere al pagamento del rimborso.
A rimborso concluso l'Inps invia una lettera al datore di lavoro con le informazioni dettagliate circa il rimborso stesso e un riferimento alla responsabilità del datore di lavoro in merito alla restituzione al lavoratore della quota a suo carico. Ciò in quanto il rapporto previdenziale si viene a costituire in via esclusiva tra Inps e datore di lavoro, che è responsabile del versamento dei contributi anche per la quota a carico del lavoratore. Infine, l'Inps ricorda che al rimborso si applica la prescrizione ordinaria; pertanto il relativo diritto si prescrive con il decorrere di dieci anni dal giorno in cui il soggetto ha versato i contributi.
