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Stop alla lottizzazione solo con indizi seri

del 07/01/2012
di: di Dario Ferrara
Stop alla lottizzazione solo con indizi seri
Il terreno è a rischio lottizzazione abusiva, ma il sindaco deve andarci coi piedi di piombo prima di bloccare i lavori in corso, ritenuti preordinati alla consumazione dell'illecito urbanistico. E ciò anche se l'area incriminata è al centro di un'indagine penale che ha indotto il gip a sequestrare il fondo. I tecnici del Comune devono comunque avere in mano indizi molto seri affinché possa scattare l'ordinanza di sospensione dei lavori: il fatto che il terreno sia frazionato e venduto a porzioni che lasciano presagire la realizzazione di lotti abusivi non risulta di per sé sufficiente e, in ogni caso, l'avvio del procedimento deve essere comunicato all'interessato. Lo precisa la sentenza 6128/11, pubblicata dalla quinta sezione del Consiglio di Stato.

La vigna della signora nasconde una nuova colata di cemento? Sarà la magistratura penale a stabilirlo. Di certo c'è che l'ordinanza del Comune emessa per stoppare le opere asseritamente preordinate alla lottizzazione edilizia risulta illegittima e viene annullata dai giudici di Palazzo Spada. Quando è in corso l'inchiesta del pm, l'amministrazione che intende intervenire sul terreno a rischio-abuso non può appiattirsi sulle risultanze dell'indagine penale ma deve comunque compiere un'autonoma valutazione, motivandola adeguatamente. Nel mirino, stavolta, c'è una delle ultime aree agricole sopravvissute nel territorio del Comune di Napoli e vari elementi lasciano presagire che stia per scattare l'ennesimo intervento edilizio non autorizzato. L'amministrazione, tuttavia, si limita a recepire «supinamente» gli elementi che emergono dall'inchiesta penale: i tecnici comunali non descrivono la consistenza dei lotti né lo stato dei terreni, oltre a non riferire informazioni utili sulla creazione di opere di urbanizzazione a servizio di costruzioni abusive; si annota genericamente che esistono le recinzioni e una strada di collegamento fra i lotti, mentre non risulta contestata la circostanza che i terreni siano adibiti tuttora a frutteti: è ancora poco, insomma, per far scattare il provvedimento inibitorio del sindaco per la cui emissione si richiede invece un quadro indiziario dal quale sia possibile desumere in modo non equivoco la destinazione dell'area «a scopo edificatorio».

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