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L'Inpdap adotta la diffida

del 05/01/2012
di: di Carla De Lellis
L'Inpdap adotta la diffida
Gli ispettori dell'Inpdap possono procedere alla diffida nei confronti di enti e di amministrazioni ispezionate. La novità, prevista dal collegato lavoro (legge n. 183/2010), è illustrata dall'istituto previdenziale nella circolare n. 23/2011 relativa all'attività di vigilanza. Lo strumento delle ispezioni, spiega la circolare, rientra tra le azioni con cui l'Inpdap intende accompagnare le amministrazioni pubbliche al corretto adempimento degli obblighi contributivi, al fine di garantire da un lato trasparenza, regolarità e correntezza contributiva e, dall'altro, maggiore efficacia e tempestività di interventi finalizzati al rispristino della legalità. Non solo; ma rappresenta per l'istituto anche un'ulteriore occasione di rinnovamento del costruttivo rapporto con le p.a. iscritte atteso che l'attività va costruita secondo i canoni di prevenzione, promozione e informazione (dlgs n. 124/2004). Infine, l'attività di vigilanza contribuirà, una volta a regime, alla funzione di «governo preventivo» e controllo delle amministrazioni ed enti iscritti, con lo specifico compito di interpretare in modo efficace le peculiarità delle difformi realtà del pubblico impiego. A tal fine, nel secondo semestre dello scorso anno, l'Inpdap ha condotto una fase sperimentale dell'attività di vigilanza, sulla base di un protocollo di intesa sottoscritto con il ministero del lavoro. Tra le principali novità, spiega l'Inpdap, il collegato lavoro ha introdotto la previsione di esecutività del verbale conseguente alla conciliazione monocratica, con decreto del giudice competente, dietro presentazione di istanza di parte interessate; e ha esteso il potere di diffida agli ispettori Inpdap e la verbalizzazione unica. Il potere di diffida, finora riconosciuto soltanto agli ispettori del lavoro, spiega l'Inpdap, è attribuito ai funzionari amministrativi per le inadempienze rilevate aventi riflessi di carattere contributivo. Quanto agli effetti delle ispezioni, l'Inpdap spiega che con riferimento alla materia contributiva, le norme vigenti non prevedono l'irrogazione i sanzioni amministrative, ma unicamente il regime sanzionatorio della legge n. 388/2000 (sanzioni e interessi per omessi e ritardati versamenti dei contributi).

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