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Le visure risarcite

del 05/01/2012
di: di Dario Ferrara
Le visure risarcite
L'Agenzia del territorio risarcisce i privati per le royalty sull'uso dei dati catastali e ipotecari. L'Agenzia del territorio ha compiuto un abuso di posizione dominante per aver impedito, in base alla normativa vigente tra 2005 e 2007, il libero riutilizzo dei dati catastali e ipotecari condizionato a convenzioni da stipulare con la stessa amministrazione e al pagamento di diritti fissati ad hoc, una sorta di royalties. Con la sentenza 30175/11, depositata il 30 gennaio 2011, le Sezioni unite civili della Cassazione escludono in merito la giurisdizione della commissione tributaria e soprattutto escludono che l'ex Catasto possa essere esentato, in virtù del suo profilo pubblicistico, dall'applicazione delle norme anti-monopolistiche richiesta da un paio di aziende specializzate nel campo delle visure (la controversia riguarda il quadro normativo delineato dalla Finanziaria 2005 e resta sostanzialmente estranea alle modifiche introdotte dalla Finanziaria 2007).

Stato e mercato

Confermata la valutazione dei giudici del merito: l'Agenzia del territorio opera anche come un'azienda sul mercato quando offre servizi e consulenze, a nulla rilevando che sia istituzionalmente chiamata alla tenuta dei registri. Insomma: l'indubbio carattere pubblico delle funzioni svolte non vale a smentire l'accusa di aver monopolizzato il mercato e, d'altronde, in base al diritto comunitario la nozione di impresa risulta ricollegata all'attività economica svolta, al di là dello status giuridico. Anzi, proprio perché l'ex Catasto ha a disposizione tutte le banche dati, e anche quelle riguardanti l'iscrizione di ipoteche, non può approfittarsene bloccando i privati che operano nel settore. Va rilevato, in proposito, che da una parte la tenuta dei registri di cui si occupa l'ex Catasto non necessariamente implica l'esercizio di una potestà d'imperio e che dall'altra è l'ulteriore attività di carattere economico che l'Agenzia del territorio svolge grazie allo statuto a ricadere nell'applicazione della normativa antimonopolistica, e ciò a prescindere dal fatto che lo stesso soggetto contemporaneamente eserciti anche funzioni pubbliche non connotate da carattere imprenditoriale. Inutile, infine, contestare la quantificazione del danno liquidato ai privati: la complessità dell'opera di ricostruzione del quadro commerciale in cui l'abuso di posizione dominante si è consumato giustifica che al consulente d'ufficio siano stati affidati anche compiti di accertamento. All'Agenzia non resta che pagare le spese processuali.

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