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Immigrati, verso dietrofront su contributo di soggiorno

del 05/01/2012
di: La Redazione
Immigrati, verso dietrofront su contributo di soggiorno
Contributo per il permesso di soggiorno da rimodulare. Con criteri che tengano conto del reddito del lavoratore straniero o della composizione del nucleo familiare. Il destino del decreto del 6 ottobre, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre, pronto ad entrare in vigore il 30 gennaio che reca i nuovi importi, dagli 80 ai 200 euro per i rinnovi dei permessi di soggiorno (si veda ItaliaOggi del 2/1/12) sembra essere segnato quanto meno da modifiche in arrivo. Il ministro dell'interno, Annamaria Cancellieri, e il ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, «hanno deciso» infatti, «di avviare una approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio». L'indicazione è arrivata ieri da una nota del Viminale. In particolare, si legge nella nota, «in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c'è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare». La tassa sul permesso di soggiorno che entrerà in vigore a fine gennaio sarà dunque oggetto di una «riflessione» e «valutazione» da parte del ministro dell'interno, Annamaria Cancellieri, e del ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi e potrebbe essere rimodulata prendendo com e riferimento gli scaglioni di reddito e la presenza del nucleo familiare.

Va oltre le intenzioni dei due ministri il pd. Per Livia Turco, responsabile forum immigrazione del Pd la tassa sui permessi andrebbe totalmente abolita: «Così come avevamo detto durante la nostra battaglia parlamentare, si tratta di una tassa odiosa, frutto di una mania di persecuzione nei confronti degli immigrati», ha dichiarato la Turco che ha detto di apprezzare la volontà dei due ministri di riconsiderare il balzello.

Di diverso avviso, Roberto Maroni, Lega nord ed ex ministro dell'interno che rivendica la paternità del decreto e dal suo profilo facebook scrive: «Il governo vuole cancellare il mio decreto sul permesso di soggiorno a pagamento: io dico alla ministra Cancellieri di non azzardarsi a farlo, sarebbe un atto di vera e propria discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani, un attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi che la Lega non può accettare».

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