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Contributi, aumenti all'orizzonte

del 04/01/2012
di: di Ignazio Marino
Contributi, aumenti all'orizzonte
Contributi previdenziali più alti per i professionisti al fine di maturare pensioni più laute. Se per gli infermieri gli aumenti di un punto percentuale (dal 10 all'11%) del prelievo sul reddito e di due punti percentuali (dal 2 al 4%) sul fatturato sono scattati il 1° gennaio 2012, per biologi e periti industriali potrebbe non mancare molto. Visto che le due delibere che riguardano gli iscritti ai rispettivi istituti pensionistici (Enpab ed Eppi) sono già al vaglio dei ministeri vigilanti. E potrebbero essere approvate già dopo la pausa delle festività natalizie (si veda tabella in pagina). La legge 133/2011, infatti, dà la possibilità agli enti istituiti nel 1996 con il poco generoso metodo di calcolo delle pensioni di tipo contributivo (oltre alle casse dei dottori commercialisti e dei ragionieri che nel 2004 hanno abbandonato il metodo retributivo) di aumentare l'aliquota integrativa a carico del cliente dall'attuale 2% fino al 5%. Aumento che permetterebbe nel lungo periodo di maturare assegni più sostanziosi anche del 30% e che, però, passa dall'innalzamento del prelievo soggettivo sul reddito del professionista oggi del 10%. Anche se su quest'ultimo fronte non mancano le resistenze da parte degli iscritti. Soprattutto per via della crisi economica e della conseguente contrazione dei fatturati. Tuttavia, l'aumento dell'integrativo non sarà per tutti i clienti dei professionisti. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, si è fatta strada all'interno dei ministeri vigilanti (lavoro ed economia) l'orientamento che l'innalzamento del contributo dal 2 al 5% sui fatturati si potrà applicare sui clienti privati ma non sulla pubblica amministrazione. La miniriforma Lo Presti (dal nome del parlamentare primo firmatario), infatti, prevede che il nuovo meccanismo non potrà comportare maggiori uscite per lo stato. A temere una diversità di trattamento sono soprattutto le professioni che operano prevalentemente nella sanità. Come i biologi incaricati di fare analisi di laboratorio per conto delle aziende sanitarie. Tuttavia, in questo senso, si aspetta che i ministeri vigilanti prendano una posizione ufficiale. Restano fuori dall'attuazione della riforma, al momento, l'Enpap (psicologi) e l'Epap (dottori agronomi e forestali, attuari, chimici e geologi).

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