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Fisco light su chi studia all'estero

del 04/01/2012
di: di Luigi Chiarello
Fisco light su chi studia all'estero
Anche gli studenti, che studiano all'estero (in uno degli stati Ue o, comunque, aderenti allo spazio economico europeo) potranno detrarre dall'Irpef il 19% del canone d'affitto sborsato, in qualità di studenti fuorisede. La detrazione andrà calcolata su un importo massimo di canone di 2.633 euro l'anno. E potrà arrivare al massimo a 500 euro. Le concessioni demaniali marittime per i gestori di stabilimenti balneari non saranno automatiche. La definizione «cioccolato puro» non potrà più essere messa in etichetta per i prodotti contenenti burro di cacao. Le sanzioni contro i datori di lavoro che assumono extracomunitari clandestini partiranno da un minimo comune denominatore europeo, così come le condizioni di ingresso e soggiorno dei lavoratori altamente qualificati verranno ridisciplinate secondo standard Ue. Sono solo alcune delle normative, che l'Italia recepisce nel proprio ordinamento, attraverso la legge comunitaria per il 2010 (n. 217/2011). Il provvedimento, che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio scorso (n. 1/2012), chiude, di fatto, 23 procedure di infrazione avviate dalla commissione europea contro l'Italia. Conferendo deleghe al governo per l'attuazione di 23 direttive. In particolare, il capo I della legge sciorina le deleghe all'esecutivo per la definizione di un listino di sanzioni legate alla violazione di precetti europei e per l'emanazione di Testi unici o codici di settore. Il capo II, invece, investe il governo delle deleghe necessarie per l'attuazione di direttive in scadenza. A oggi, ne risultano già scadute 23. La comunitaria 2010 prevede, inoltre, disposizioni mirate a sanare le procedure di infrazione aperte e a ottemperare a sentenze di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea. Tornando alle disposizioni recepite, il governo viene anche delegato a riformare il codice delle comunicazioni elettroniche. A riguardo, l'esecutivo dovrà lavorare su più fronti. Primo, dovrà garantire l'accesso al mercato con criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. Secondo, dovrà aumentare la flessibilità nell'uso delle risorse spettrali a favore dei servizi di connettività wireless a banda larga, attenendosi ad alcuni limiti prefissati. Terzo, dovrà rafforzare la sicurezza e l'integrità delle reti e la disciplina sui comportamenti delle imprese sulle informative che sono tenute a fornire in caso di violazioni delle reti. Quarto, dovrà ridurre il costo degli investimenti per le infrastrutture di rete di nuova generazione per lo sviluppo della larga e larghissima banda. Di più. La Comunitaria prevede che la riforma del codice delle comunicazioni istituisca ex novo una politica di sicurezza per il trattamento dei dati personali. In sostanza, andranno adottate tecnologie di protezione, che rendano i dati incomprensibili a chiunque non sia autorizzato ad accedervi. Il ministro degli affari europei, Enzo Moavero Milanesi, ha così commentato la Comunitaria 2010: «È la prima legge approvata dall'entrata in carica del governo Monti, licenziata definitivamente dal senato il 30 novembre 2011», ha detto. «Ora, il governo è chiamato a esercitare tempestivamente le deleghe contenute nella legge. Mi auguro, che il positivo clima parlamentare possa favorire anche uno spedito esame del disegno di legge comunitaria 2011 al fine di portarlo in aula il prima possibile».

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