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Norme dubbie, sanzioni ko

del 04/01/2012
di: di Debora Alberici
Norme dubbie, sanzioni ko
Il contribuente non paga le sanzioni se la norma tributaria è incerta anche in presenza di istruzioni ministeriali emanate per compilare la dichiarazione dei redditi.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 29401 del 28 dicembre 2011, ha accolto il ricorso di una contribuente che aveva ricevuto un accertamento sulle plusvalenze, comprensivo di sanzioni.

Insomma in questo caso gli Ermellini hanno fatto un importante passo in avanti rispetto al principio che si è consolidato in questi ultimi anni e secondo cui il contribuente non è tenuto a versare le sanzioni in caso di norme incerte.

In passato la stessa Cassazione (sentenza apripista numero 24670 del 2007) aveva affermato che «in tema di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie, l'incertezza normativa oggettiva, che costituisce causa di esenzione del contribuente dalla responsabilità amministrativa tributaria, postula una condizione di inevitabile incertezza sul contenuto, sull'oggetto e sui destinatari della norma tributaria, ovverosia l'insicurezza ed equivocità del risultato conseguito attraverso il procedimento d'interpretazione normativa, riferibile al giudice, unico soggetto dell'ordinamento cui è attribuito il potere-dovere di accertare la ragionevolezza di una determinata interpretazione; tenendo altresì conto che l'Amministrazione finanziaria non ha poteri discrezionali nella determinazione delle imposte dovute e di fronte alle norme tributarie, detta Amministrazione ed il contribuente si trovano su un piano di parità, per cui la cd interpretazione ministeriale, sia essa contenuta in circolari o in risoluzioni, non vincola né i contribuenti né i giudici, né costituisce fonte di diritto». In sostanza ad avviso del Collegio di legittimità, le «istruzioni ministeriali per la dichiarazione dei redditi non costituiscano elemento sufficiente a escludere la ricorrenza della fattispecie di cui all'art. 8 cit.».

La vicenda riguarda una contribuente di Livorno che aveva ricevuto un accertamento su delle plusvalenze, comprensivo di sanzioni amministrative. La donna aveva contestato l'atto impositivo dal momento che, aveva sostenuto la difesa, la norma tributaria era incerta. La Ctp toscana aveva respinto l'istanza e la Ctr aveva confermato la decisione. In particolare i giudici di appello avevano ritenuto applicabili le sanzioni considerate le precise indicazioni ministeriali per la dichiarazione dei redditi per il '98. Contro questa decisione la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione e lo ha vinto in pieno.

La sezione tributaria ha infatti accolto il gravame e deciso la questione nel merito. Ad avviso del Supremo collegio, infatti, le istruzioni ministeriali sono insufficienti a escludere la rilevanza dell'incertezza delle norma tributaria. Corollario? Anche se il dicastero è intervenuto il contribuente non paga le sanzioni. In altri termini le incertezze create dal legislatore non possono essere colmante con dei procedimenti di attuazione.

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