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Rimborsi Irap, due vie d'uscita

del 04/01/2012
di: di Andrea Bongi
Rimborsi Irap, due vie d'uscita
La nuova deducibilità analitica dell'Irap dalle imposte sui redditi apre il dubbio ai rimborsi per le annualità pregresse. Se infatti la nuova disposizione contenuta nell'articolo 2 della manovra Monti (dl 201/2011) non prevede espressamente la possibilità per i contribuenti di chiedere il rimborso delle maggiori imposte dirette versate per effetto della deducibilità limitata dell'imposta regionale, al contrario di quanto avvenne nel 2008 con l'introduzione della deducibilità forfettaria del 10%, vi sono tuttavia una serie di considerazioni che i contribuenti ed i loro professionisti dovranno affrontare prima di dare per definitivamente perduta la via del rimborso sulle annualità pregresse.

Prima considerazione: l'iter della manovra

La prima considerazione riguarda l'iter parlamentare della stessa manovra Monti. La prima stesura della disposizione che prevede la nuova deducibilità analitica dell'Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti, conteneva infatti un comma aggiuntivo, scomparso poi durante i lavori parlamentari, nel quale si prevedeva espressamente la possibilità di presentare «...istanze di rimborso relative ai periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012, per i quali sia ancora pendente il termine di cui all'articolo 38 del dpr 602/73».

Seconda considerazione: la relazione tecnica

La seconda considerazione riguarda invece quanto contenuto nella relazione tecnica dell'economia all'articolo 2 del decreto legge n. 2301/2011. In essa si legge infatti che l'intervento normativo in questione «...dovrebbe consentire di superare eventuali rilievi di incostituzionalità della indeducibilità dell'Irap dalle imposte sui redditi». Il condizionale utilizzato dagli estensori governativi lascia intendere che le preoccupazioni sul tappeto sono più di una e che una eventuale pronuncia di incostituzionalità della detrazione limitata del 10% potrebbe aprire il campo ai rimborsi dei contribuenti, nei limiti però dei termini decadenziali sopra ricordati.

Terza considerazione: la Ctr Lombardia

La terza considerazione segue a ruota quanto or ora illustrata. Il 21 dicembre scorso la commissione tributaria regionale della Lombardia (ordinanza n. 30, sezione n. 28) ha infatti rimesso alla Consulta la questione di legittimità costituzionale della deduzione limitata in misura forfettaria dell'Irap dalle imposte sui redditi. L'ordinanza dei giudici milanesi non è peraltro l'unica ma si allinea al pensiero di altri commissioni tributarie che nei mesi scorsi avevano già rimesso ogni decisione in merito alla Corte costituzionale. Da ciò il sospetto che la disposizione contenuta nell'articolo 2 del decreto legge n. 201/2011 sia l'estremo tentativo di salvare, quantomeno ex post, un giudizio di illegittimità costituzionale che allo stato dell'arte appare oltre che possibile anche pendente.

Le soluzioni

Se questo è lo scenario che si presenta oggi ai contribuenti le considerazioni da fare in proposito sono soltanto due: attivarsi comunque presentando istanza di rimborso per le maggiori imposte dirette pagate negli anni scorsi e nei limiti dei 48 mesi dal versamento, oppure attendere il giudizio della Corte costituzionale.

La seconda soluzione è ovviamente quella più comoda. Ci si attiverà per la richiesta di rimborso di quanto pagato in più in termini di Ires o Irpef solo dopo aver avuto conferma di un giudicato di illegittimità costituzionale della disposizione contenuta nell'articolo 6 del decreto legge n. 185/2008 che prevede la deducibilità dell'Irap nella misura forfettaria del 1%.

L'attesa della pronuncia della Consulta potrebbe però aver definitivamente compromesso i termini per la richiesta di rimborso per tutti quei contribuenti che nel frattempo non si fossero attivati presentando apposita istanza di rimborso delle maggiori imposte dirette pagate in virtù della deducibilità limitata e forfettaria dell'imposta regionale.

Come spesso accade in materia fiscale la scelta fra una delle due soluzioni possibili non è del tutto agevole. Forse potrebbero essere gli importi in gioco a far propendere per l'una o per l'altra soluzione. Maggiori sono le somme oggetto di possibile rimborso maggiore può essere infatti la convenienza nel non attendere inermi il giudizio della Consulta.

Male che vada si sarà presentata inutilmente una istanza di rimborso che peraltro è da redigersi in carta libera.

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