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Integrativo al 2% Inizia la protesta

del 03/01/2012
di: di Giovanni Galli
Integrativo al 2% Inizia la protesta
«Sconcerto per la trasandatezza con cui i ministeri vigilanti hanno affrontato la questione, solidarietà al Consiglio di amministrazione della Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, ma anche un invito ad una disponibilità all'ascolto che sia effettivo e non di mera facciata, tanto più nei frangenti decisivi». Queste le posizioni espresse dalla Giunta nazionale dell'Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, in merito al mancato via libera entro il 31 dicembre 2011, da parte del Ministero dell'Economia (si veda ItaliaOggi del 31/12/2011), della mini-riforma approvata dall'assemblea dei delegati alla Cassa lo scorso 24 maggio 2011. «Il primo e più dirompente effetto di questo ritardo», si legge su una nota stampa, «è che il contributo integrativo addebitabile in fattura ai clienti torna al 2%, ma, quando il via libera arriverà, nei prossimi giorni o settimane, sarà ripristinato al 4% con effetto retroattivo dall'1 gennaio 2012 e questo determinerà non pochi problemi operativi per tutti quei dottori commercialisti che avranno nel mentre fatturato applicando giustamente il 2% e che però, altrettanto giustamente, non avranno intenzione di rimanere loro incisi dell'ulteriore 2% non addebitato in fattura, ma comunque dovuto alla Cassa a titolo di contribuzione integrativa». L'Ungdcec critica il comportamento dei ministeri vigilanti e soprattutto auspica che il problema venga risolto quanto prima, in un senso o nell'altro.

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