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Stop ai pagamenti cash per 450 mila pensionati

del 03/01/2012
di: di Carla De Lellis
Stop ai pagamenti cash per 450 mila pensionati
I pensionati hanno due mesi di tempo per decidere come incassare la pensione. Dal mese di marzo, l'Inps non effettuerà più pagamenti in contanti d'importi superiori ai mille euro, per via del divieto imposto dalla manovra Monti (legge n. 214/2011). Fino al 29 febbraio, quindi, i pensionati possono rivolgersi direttamente a una banca o alle Poste per chiedere l'accredito su conto corrente o anche su carta ricaricabile. A spiegarlo è il messaggio n. 24711/2011, in cui l'Inps comunica l'invio di circa 450 mila lettere ai soggetti interessati.

Stop al contante. La novità arriva dalla manovra Monti. L'articolo 12 della legge n. 214/2011 (conversione del dl n. 201/2011), in particolare, stabilisce che le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, e i loro enti devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso i sistemi bancario e postale, comprese le carte di pagamento prepagate, nella corresponsione di stipendi, pensioni e compensi comunque dovuti in via continuativa a prestatori d'opera e ogni altro tipo di emolumenti a chiunque destinato, di importo superiore a mille euro (limite modificabile dal ministero delle finanze). La nuova norma, spiega l'Inps, ha lo scopo di favorire l'adozione da parte delle p.a. di modalità e di strumenti di pagamento più efficienti e coerenti con il processo di digitalizzazione degli enti pubblici, nonché con la normativa di attuazione della direttiva sui servizi di pagamento (payement services directive), contribuendo a ridurre i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante. Il divieto all'utilizzo del contante scatta dal 7 marzo prossimo, ossia dopo tre mesi dall'entrata in vigore della Manovra. Fino al 6 marzo, invece, la p.a. e gli enti pubblici hanno tempo per adeguare le modalità di pagamento attraverso strumenti elettronici. L'Inps, dunque, dal 7 marzo non potrà più liquidare in contanti le pensioni di importo complessivamente superiore a mille euro.

Che cosa bisogna fare. La novità non interessa chi già si avvale di un sistema alternativo al contante per la riscossione della pensione (accredito ecc.), mentre coinvolge chi oggi la riscuote presso gli uffici postali in contante. Come spiegato nella lettera inviata dall'Inps, questi ultimi soggetti devono provvedere a modificare il sistema di riscossione e la scelta è possibile fra tutti gli strumenti elettronici bancari e postali, comprese le carte prepagate. La modifica andrà fatta entro la fine di febbraio per garantirsi la continuità della liquidazione della pensione, rivolgendosi direttamente all'istituto di credito presso cui si intende far accreditare la pensione su conto corrente o alle Poste dove è possibile ricevere la pensione su conto BancoPostaPiù, su libretto di risparmio postale nominativo ordinario, oppure sull'InpsCard. Nel primo caso, le poste offrono il conto corrente gratuitamente per tutto il 2012 ai pensionati (anche Inpdap) di età superiore a 65 anni. Il libretto postale è gratuito, non comportando spese di apertura né di gestione; gratuita, infine, è anche l'InpsCard. In tutti i casi, le Poste danno ai pensionati un'assicurazione gratuita fino a 700 euro a copertura dei rischi di furto, rapina e scippo.

Chi è in possesso del codice Pin rilasciato dall'Inps per i servizi telematici può comunicare la scelta sul sito internet (www.inps.it), utilizzando l'apposita funzione disponibile online; in alternativa, può recarsi presso gli uffici territoriali. Quest'ultima possibilità sarà la via obbligata per rimediare a chi non dovesse rispettare il termine del 29 febbraio.

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