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Gestione separata, aumento al via

del 03/01/2012
di: di Daniele Cirioli
Gestione separata, aumento al via
Contributi Inps più cari per gli iscritti alla gestione separata. Per professionisti senza cassa, co.co.co. e co.co.pro, infatti, dal 1° gennaio è scattato l'aumento di un punto percentuale dell'aliquota contributiva (ma anche dell'aliquota di calcolo della pensione). Fino al 31 dicembre 2011 la misura è stata del 26,72%, adesso è passata al 27,72% (27% utile ai fini pensionistici); per gli iscritti a altre forme di previdenza obbligatoria e per i titolari di pensione l'aliquota, che fino all'anno scorso è stata del 17% si è portata al 18%. Sempre dal 1° gennaio, inoltre, è scattata l'estensione delle prestazioni di malattia e di maternità, già previste per i lavoratori a progetto, a favore dei professionisti senza cassa, prevista dalla manovra Monti (legge n. 214/2011).

Contributi più cari. Sul fronte contributivo, dal 1° gennaio il quadro si presenta come segue:

  • il lavoratore non iscritto ad altri fondi di previdenza obbligatori, né titolare di pensione, paga un contributo del 27,72% (27 per la pensione, 0,72 per il fondo maternità e assegni familiari), di cui il 9,24% a proprio carico e il 18,48% a carico del committente; se si tratta di associazione in partecipazione, l'associante paga il 15,25% e l'associato il 12,47%; se si tratta di professionisti senza cassa, il contributo è tutto a carico del lavoratore salvo il recupero di un 4% addebitabile in fattura;

  • il lavoratore iscritto ad altro fondo obbligatorio o titolare di pensione paga un contributo del 18%, di cui il 6% a proprio carico e il 12% a carico del committente; se si tratta di associazione in partecipazione, l'associante paga il 9,90% e l'associato l'8,10%; se si tratta di professionisti senza cassa, il contributo è tutto a carico del lavoratore salvo il recupero di un 4% addebitabile in fattura.

    Professionisti più tutelati. Dal 1° gennaio, se non ancora pensionati né iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, anche i professionisti senza cassa hanno diritto di fruire le prestazioni di malattia e maternità, già previste per i lavoratori a progetto. La manovra Monti, infatti, ha esteso a questa categoria di lavoratori «le tutele di cui all'articolo 1, comma 788 della legge n. 296/2006», vale a dire il diritto all'indennità giornaliera di malattia a carico Inps, all'indennità di maternità e al congedo parentale retribuito, limitatamente a un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino. Finora l'Inps ha differenziato i trattamenti in base ai lavoratori: l'indennità per degenza ospedaliera l'ha riconosciuta a tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata per massimo 180 giorni nell'anno solare; l'indennità di malattia l'ha riconosciuta solo ai lavoratori a progetto e categorie assimilate, quindi non ai professionisti senza cassa, per un massimo di giorni nell'anno solare pari a 1/6 della durata del contratto. Per il diritto alle prestazioni occorre che i lavoratori versino alla gestione separata l'aliquota aggiuntiva dello 0,72%. Cosa che già avveniva per i professionisti senza cassa e che ora ottengono anche il diritto alle relative prestazioni.

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