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Iva, controllante super garante

del 03/01/2012
di: di Sandro Zuliani
Iva, controllante super garante
Nell'Iva di gruppo, soltanto la controllante risponde della mancata prestazione della garanzia per la compensazione del credito consolidato: nel caso in cui i crediti trasferiti dalle società aderenti non siano stati utilizzati per compensare debiti nel corso dell'anno, ma abbiano dato luogo a un credito di gruppo utilizzato poi in compensazione dalla capofila, è esclusivamente su quest'ultima che ricadono l'obbligo di garantire la somma compensata e le conseguenze di un'eventuale omissione. Questo il parere reso dalla commissione «Iva e altre imposte indirette» del Cndcec il 18 novembre 2011 e diffuso dal Consiglio con l'informativa n. 90 del 27 dicembre. La questione analizzata riguardava la portata delle disposizioni dell'art. 6, secondo e terzo comma, del dm 13 dicembre 1979, che disciplina il funzionamento del meccanismo dell'Iva di gruppo. Il secondo comma stabilisce che le società controllate rispondono in solido con la controllante delle somme o imposte risultanti dalle proprie liquidazioni o dichiarazioni e non versate dalla controllante. Il terzo comma prevede che le eccedenze di credito risultanti dalla dichiarazione annuale della controllante o delle controllate, compensate in tutto o in parte con somme che avrebbero dovuto essere versate dagli altri aderenti al gruppo, devono essere garantite al fisco, e che le garanzie devono essere prestate dalle società il cui credito sia stato estinto, per l'importo relativo, in sede di presentazione della dichiarazione annuale. In caso di omissione delle garanzie, l'importo delle eccedenze di credito compensate deve essere versato all'ufficio entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale. Nulla quaestio se il credito trasferito dalla controllata è utilizzato, in corso d'anno, per compensare somme dovute da altri partecipanti: in tal caso, l'obbligo di prestare la garanzia ricade senz'altro sulla società il cui credito è stato compensato. È dubbia, invece, la soluzione nel caso in cui i crediti trasferiti dalla controllata non siano utilizzati, per cui si determina, alla fine dell'anno, un credito consolidato costituito dalla somma dei crediti trasferiti dalla controllata con il credito della controllante e da questa successivamente utilizzato.

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