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Un doppio modello per le branch

del 03/01/2012
di: di Franco Ricca
Un doppio modello per le branch
La stabile organizzazione che, oltre ad effettuare operazioni proprie, esegue gli adempimenti Iva per conto della casa madre estera, deve compilare due distinti moduli dei quadri contabili della dichiarazione annuale. E' quanto emerge dalle istruzioni predisposte dall'agenzia delle entrate a corredo della bozza del modello della dichiarazione annuale Iva 2012, consultabili sul sito dell'agenzia. La novità, peraltro, era stata anticipata da ItaliaOggi del 19 ottobre scorso alla luce delle indicazioni contenute nella circolare n. 37 del 29 luglio 2011, e si ricollega alle diverse posizioni che la stabile organizzazione può rivestire agli effetti dell'Iva.

1. Soggetto passivo stabilito

Ai sensi dell'art. 7 del dpr 633/72, la stabile organizzazione in Italia di un soggetto passivo estero si considera “soggetto passivo stabilito”, ai fini Iva, relativamente alle operazioni attive da essa stessa poste in essere, ovvero delle operazioni passive ricevute e utilizzate nel territorio dello stato. Per le operazioni proprie, dunque, la stabile organizzazione è soggetto passivo e debitore dell'imposta al pari dei soggetti che hanno la sede dell'attività nel territorio dello stato.

2. L'estensione della qualifica di debitore dell'Iva

La stabile organizzazione, inoltre, può assumere la veste di debitore dell'Iva anche quando non è protagonista dell'operazione territorialmente rilevante, se collabora con la casa madre estera nella realizzazione dell'operazione. Più esattamente, ciò accade, in base all'art. 192-bis della direttiva 112 del 2006, quando la stabile organizzazione “partecipa” alle operazioni territoriali poste in essere dalla casa madre estera. Al riguardo, l'art. 53 del regolamento Ue n. 282/2011 presume che la stabile organizzazione non partecipi all'operazione posta in essere dalla casa madre estera, salvo che questa utilizzi i mezzi tecnici o umani della stabile organizzazione per operazioni inerenti alla realizzazione dell'operazione effettuata nel territorio dello stato, prima o durante la realizzazione dell'operazione stessa. La stessa disposizione chiarisce che la partecipazione non si realizza se i mezzi della stabile organizzazione sono utilizzati solo per funzioni di supporto amministrativo, quali la contabilità, la fatturazione e il recupero di crediti; tuttavia, se viene emessa fattura con il numero identificativo della stabile organizzazione, si presume, salvo prova contraria, che essa abbia partecipato alla realizzazione dell'operazione. In definitiva, la stabile organizzazione è debitore dell'Iva sulle operazioni territoriali, in ogni caso (e dunque anche quando il destinatario è un soggetto passivo stabilito in Italia), non soltanto quando effettua essa stessa l'operazione, ma anche quando vi partecipa nel senso appena precisato.

3. L'assunzione della qualifica di debitore d'imposta “per necessità”

Una terza, distinta ipotesi, si verifica quando il soggetto estero effettua, senza la partecipazione della stabile organizzazione, operazioni territorialmente rilevanti in Italia nei confronti di privati consumatori, oppure di soggetti passivi non stabiliti in Italia (se destinatario è invece un soggetto passivo nazionale, scatta l'inversione contabile). In questa ipotesi, avendo il soggetto una stabile organizzazione in Italia, non può nominare un rappresentante fiscale né identificarsi direttamente, ma dovrà assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti derivanti dalle disposizioni Iva per il tramite della stabile organizzazione, la quale accoglierà pertanto nella propria dichiarazione annuale, oltre alle operazioni proprie (punto 1) e a quelle alle quali ha partecipato (punto 2), le operazioni attive e passive imputabili direttamente al soggetto estero. Conseguentemente, si renderà necessario, al fine di rispettare i principi in materia di diritto alla detrazione (come accennato brevemente dall'agenzia delle entrate nella risoluzione n. 108 del 24 novembre 2011), tenere distinte, da un lato, le operazioni proprie della stabile organizzazione e, dall'altro, quelle veicolate per conto della casa madre. Si è già osservato che questa esigenza, invero sorta già dopo le modifiche introdotte dal dl n. 135/2009, è evidenziata nella circolare n. 37/2011 dell'agenzia, che chiarisce infatti che, per le operazioni rese da un soggetto estero nei confronti di privati consumatori, oppure di soggetti passivi esteri, gli obblighi d'imposta dovranno essere assolti dal soggetto stesso tramite il numero di partita Iva attribuito alla sua stabile organizzazione italiana, adottando però una distinta serie di numerazione delle fatture non riferibili alle operazioni poste in essere dalla stabile organizzazione. In sostanza, la stabile organizzazione dovrà applicare separatamente l'imposta tenendo distinte, da un lato, le operazioni proprie e quelle alle quali abbia partecipato (punti 1 e 2), e, dall'altro, quelle veicolate per conto del soggetto estero (punto 3). Ne discende che le due categorie di operazioni dovranno essere rappresentate, nell'unica dichiarazione annuale della stabile organizzazione, in moduli distinti, come si desume ora anche dalle istruzioni di compilazione della dichiarazione Iva 2012.

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