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La manovra Monti va in pensione

del 31/12/2011
di: di Daniele Cirioli
La manovra Monti va in pensione
I pensionati sentiranno a gennaio i primi effetti della manovra Monti. Sul cedolino pensione, infatti, troveranno l'aggiornamento dell'Istat ridotto (la cosiddetta perequazione automatica) e, se titolari di assegni d'oro, ossia sopra i 200 mila euro, anche la maggiorazione del prelievo a titolo di contributo di perequazione (15% in luogo del 10%). Lo comunica l'Inpdap nella nota operativa n. 44/2011 in cui illustra le consuete operazioni di adeguamento pensioni, in vista dell'avvio di un nuovo anno.

Saldo 2011 e acconto 2012. Le operazioni di variazioni, spiega l'Inpdap, decorreranno dalla rata di pensione scadente durante il mese di gennaio 2012. In primo luogo la perequazione automatica, attribuita in via definitiva per il 2011 e in misura previsionale per il 2012. La percentuale definitiva di variazione per il 2011, infatti, è risultata pari all'1,6%, in misura quindi inferiore rispetto a quella riconosciuta in via previsionale per lo stesso anno (1,4%) e, pertanto, si è determinato il conguaglio a favore dei pensionati per uno 0,2%. Cattive notizie invece sulla perequazione 2012. Per tale anno, la misura previsionale è pari al 2,6% (salvo conguaglio a fine anno), ma la manovra Monti consente il riconoscimento fino all'importo di pensione non eccedente il triplo del trattamento minimo Inps, mentre per importi superiori non attribuisce alcun aggiornamento (lo stesso trattamento è previsto anche per l'anno 2013). In particolare, spiega l'Inpdap, per il biennio 2012/2013 la variazione Istat si applica:

  • per intero sull'importo di pensione non eccedente il triplo del minimo Inps che, per il 2012, è pari a 1.405,05 euro;

  • alle pensioni d'importo superiore a tre volte il predetto minimo Inps (1.405,05 euro) e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione spettante, è attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato che, per il 2012, risulta pari a 1.441,58 euro.

    Quindi, per il 2012, le pensioni superiori a 1.441,58 euro non saranno rivalutate, mentre le pensioni comprese tra 1.405,06 e 1.441,58 euro saranno incrementate dell'importo necessario a garantire il raggiungimento di euro 1.441,58 euro (in tabella i dettagli).

    Il ticket sulle pensioni d'oro. La manovra Monti (dl n. 201/2011 convertito dalla legge n. 214/2011) ha modificato il contributo di perequazione introdotto dalla manovra estiva (dl n. 98/2011 convertito dalla legge n. 111/2011), già operativo dalla rata di pensione relativa al mese di agosto 2011. In particolare ha elevato la misura del prelievo (cosiddetto contributo di perequazione) dal 10 al 15% sulla quota di pensione superiore a 200 mila euro (si ricorda che si tiene conto del valore complessivo di tutte le pensioni percepite, anche di quelle integrative). Pertanto, spiega l'Inpdap, dalla rata di pensione relativa al mese di gennaio 2012 la trattenuta sarà effettuata nelle seguenti percentuali:

  • 5% per gli importi complessivi superiori a 90 mila e fino a 150 mila euro;

  • 10% per la parte eccedente i 150 mila euro e fino a 200 mila euro;

  • 15% per la parte eccedente i 200 mila euro.

    Al riguardo, l'Inpdap ricorda che la ritenuta è applicata in via preventiva, salvo conguaglio a conclusione dell'anno di riferimento, all'atto della corresponsione di ciascuna rateo mensile di pensione. Inoltre, precisa che dopo l'emissione del Cud 2012 (relativo ai redditi 2011) effettuerà il conguaglio del contributo di perequazione dovuto per l'anno 2011.

    Le altre novità. L'Inpdap, ancora, spiega che, per l'anno 2012, il limite di reddito per la concessione del trattamento pensionistico a orfani maggiorenni inabili di dipendenti o pensionati pubblici risulta pari all'importo annuo di euro 15.627,22. Infine, per quanto riguarda i limiti di reddito validi per le maggiorazioni sociali, i valori provvisori per il 2012 con riferimento ai pensionati di età compresa tra 60 e 64 anni sono pari a euro 6.582,68 (non coniugato) e a euro 12.159,68 (coniugato), ovvero euro 7.321,21 e a euro 12.898,21 per i soggetti con età compresa tra i 65 e 69 anni; i valori definitivi per il 2011 con riferimento ai pensionati d'età tra 60 e 64 anni sono euro 6.424,34 (non coniugato) e euro 11.859,09 (coniugato), ovvero euro 7.162,87 e euro 12.1598,43 per i soggetti con età tra i 65 e 69 anni.

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